L'eurodeputato Andrea Zanoni presenta un'altra denuncia alla Commissione europea sui frequenti casi di bracconaggio nel delta del Po registrati dal WWF Rovigo. “Evidente violazione delle direttive europee. A che punto è l'indagine dell'Ue? Renderò la vita impossibile ai bracconieri

 

La Commissione può rendere noto l’esito delle indagini sul bracconaggio nel delta del Po?”. Lo chiede con un'interrogazione parlamentare Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE e vice presidente dell'Intergruppo sul Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo, che denuncia a Bruxelles i contini casi di caccia illegale nell'area registrati dal WWF Rovigo. Zanoni: “I volontari dell'associazione sono testimoni di casi di bracconaggio in tutte le loro uscite di controllo. E le autorità locali non aiutano continuando a minimizzare il problema.

 

Nella sua risposta il 24 febbraio 2012 alla prima interrogazione di Zanoni sul bracconaggio nel delta del Po, la Commissione si è impegnata a svolgere indagini presso le autorità competenti circa l’efficacia dei provvedimenti adottati per porre rimedio a tale situazione di illegalità. “Da allora purtroppo la situazione non è affatto migliorata – attacca l'eurodeputato - In base ai dati recentemente forniti dal WWF di Rovigo, nel 100% delle 70 uscite di controllo dei volontari nel corso degli anni sono stati scoperti numerosi e gravi episodi di bracconaggio, per un totale di 132 segnalazioni in aperta violazione della direttiva “Uccelli” 2009/147/CE”. I volontari parlano anche dell'utilizzo di richiami elettroacustici e di armi automatiche o semiautomatiche con caricatore contenente più di due cartucce, mezzi vietati espressamente dalla direttiva Uccelli (art. 8 allegato IV).

 

Zanoni ricorda che si tratta di “un’area dallo straordinario valore faunistico in quanto eletta a territorio di sosta, riproduzione e svernamento da parte di numerose specie di uccelli migratori, in particolar modo acquatici, provenienti dall’Europa settentrionale e tutelata all’interno di Rete Natura 2000 quale Sito d'Interesse Comunitario SIC e Zona a Protezione Speciale ZPS ai sensi delle direttive Habitat 92/43/CEE e Uccelli 2009/147/CE”.

 

L'eurodeputato denuncia a Bruxelles anche l'inadeguatezza della vigilanza venatoria degli enti preposti riscontrata dal WWF Rovigo. “Secondo i volontari, la Provincia di Rovigo ha anche  fornito dati discordanti rispetto a quelli rilevati dal WWF minimizzando la gravità del fenomeno, inoltre lamentano una certa difficoltà a ottenere le informazioni necessarie ad analizzare l’efficienza del servizio pubblico di controllo”.

 

Per questo motivo ho chiesto conto alla Commissione europea dell'indagine aperta dopo la mia prima denuncia – conclude Zanoni – Non possiamo continuare a rendere la vita facile ai bracconieri in una zona che costituisce un patrimonio naturale di tutta Europa. E se i controlli in campo sono inadeguati, si prendano misure drastiche come il divieto di caccia in tutto il delta”.

 

BACKGROUND

 

Giovedì 4 aprile Zanoni ha effettuato un sopralluogo nell’area del delta del Po insieme ai volontari della LIPU e del WWF Rovigo.

VIDEO

 

In seguito alle varie denunce del WWF, LAC, LIPU e LAV, nel gennaio 2012 Andrea Zanoni aveva presentato un’interrogazione alla Commissione europea denunciando i gravi casi di caccia illegale a uccelli protetti e con mezzi fuorilegge nell’area naturale del Delta del Po. Il WWF, in tutti i sopralluoghi effettuati, ha sempre riscontrato molti bracconieri in azione che, sicuri dell’assenza di vigilanza, utilizzano metodi di caccia illegali e sanzionabili penalmente come registratori acustici con il richiamo delle anatre e armi semiautomatiche con caricatore contenente più cartucce del consentito.


Nel febbraio 2012 la Commissione europea risponde a Zanoni che “ha aperto un’indagine presso le autorità italiane sull’efficacia dei provvedimenti adottati per porre rimedio all’attività di bracconaggio nel Parco del delta del fiume Po”. Nella risposta della Commissione, si legge infatti che “incombe a ciascuno Stato membro predisporre il sistema di protezione richiesto per prevenire il fenomeno del bracconaggio e prendere gli opportuni provvedimenti per contrastarlo là dove esiste”.

 

 

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