ANDREA

ZANONI

Consigliere Regionale

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Una firma per l’acqua pubblica in tutta Europa

Appoggio con grande favore la petizione da un milione di firme aperta a Bruxelles sul “diritto umano universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari” nel contesto della nuova Iniziativa dei cittadini europei che consente, tramite la raccolta di un milione di firme in almeno sette Stati membri, di chiedere alla Commissione europea di avviare un iter legislativo su una determinata questione, ovviamente se compatibile con i trattai Ue. L’acqua è di tutti e come tale deve essere protetta, utilizzata in modo razionale e soprattutto riconosciuta come diritto universale.

La Federazione europea dei sindacati dei servizi pubblici EPSU ha lanciato la petizione da un milione di firme per chiedere alla Commissione europea di proporre una normativa che sancisca il diritto umano universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, come riconosciuto dalle Nazioni Unite, e di promuovere l’erogazione di servizi idrici e igienico-sanitari in quanto servizi pubblici fondamentali per tutti. Secondo gli organizzatori della petizione, la legislazione dell’Unione europea deve imporre ai governi di garantire e fornire a tutti i cittadini, in misura sufficiente, acqua potabile e servizi igienico-sanitari. A questo fine si chiede alle istituzioni dell’Unione europea e agli Stati membri di assicurare a tutti i cittadini il diritto all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari; di garantire che l’approvvigionamento in acqua potabile e la gestione delle risorse idriche non siano soggetti alle “logiche del mercato unico” e che i servizi idrici siano esclusi da qualsiasi forma di liberalizzazione; che l’Ue intensifichi il proprio impegno per garantire un accesso universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari.

 

In Italia, grazie al referendum promosso da Italia dei Valori, abbiamo sottratto l’acqua dalle grinfie degli affaristi pronti a lucrare su un bene naturalmente “comune” e che non può essere trattata come una merce al pari di tante altre. Milioni di italiani con il loro voto hanno dimostrato di condividere questo pensiero rispedendo al mittente i tentativi di liberalizzare e privatizzare la nostra acqua. Tuttavia qualcuno ogni tanto ci riprova. Per questo abbiamo bisogno di una legge quadro europea che metta nero su bianco l’inviolabilità e l’invendibilità dell’acqua, bene pubblico per eccellenza. Se questo milione di firme sarà raccolto, la Commissione europea dovrà prendere in considerazione l’eventualità di innescare un iter legislativo che impedisca una volta per tutte agli affaristi di turno di mettere un’etichetta sul prezzo sull’acqua.

 

In questo modo non avremmo più bisogno che organi garanti, come la Corte Costituzionale italiana, debbano intervenire a metterci una pezza. La nostra Corte, ad esempio, ha dichiarato incostituzionale e inammissibile l’articolo 4 del decreto legge del 13 agosto del 2011, emanato dal governo Berlusconi, che reintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali compreso il servizio idrico. In parole povere, il governo Berlusconi aveva cercato di ignorare l’esplicito NO degli italiani all’acqua pubblica andando avanti come sempre per la loro strada.

 

Ma se è sacrosanto che l’acqua è un bene pubblico e che perciò non può essere privatizzata, è altrettanto sacrosanto che le nostre fonti idriche vanno protette contro ogni fonte in inquinamento. Nel luglio scorso al Parlamento europeo abbiamo approvato una relazione sull’attuazione della normativa Ue sulle acque in attesa di un necessario approccio globale alle sfide europee in materia di acque. Con questo testo abbiamo fatto il punto sullo stato di attuazione della normativa europea sulle acque in vista del Blueprint, ovvero il Piano  per la salvaguardia delle risorse idriche europee della Commissione (VIDEO). Troppo spesso, infatti, le nostre risorse idriche sono minacciate da opere invasive e irrispettose delle normative ambientali (improprio smaltimento di rifiuti, estesa cementificazione, escavazione di cave o discariche e così via) che mettono a repentaglio un patrimonio così importante, e di conseguenza la salute di milioni di cittadini.

 

L’Europa mette a disposizione un importante strumento di democrazia diretta attraverso il quale noi cittadini possiamo innescare un processo legislativo che protegga la nostra acqua per sempre. Per questo motivo, come cittadino ed eurodeputato, aderisco alla petizione “Acqua potabile e servizi igienico-sanitari: un diritto umano universale! L’acqua è un bene comune, non una merce!”

 

Andrea Zanoni

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