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LA FAVOLA ODIERNA DI ZAIA SULLA SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA

Oggi Zaia, in una delle rarissime apparizioni in Consiglio regionale, è intervenuto nella discussione sul Bilancio 2024/2026 parlandoci anche della Superstrada Pedemontana Veneta.
Ci ha raccontato che questa grande opera prevede 9 anni di “ramp up”, un termine, sconosciuto nella relazione del bilancio, che ha utilizzato per spiegare che nei primi 9 anni di esercizio dell’opera ci sarà una perdita economica da sempre prevista.
Poi ci ha raccontato che nella Superstrada Pedemontana vengono registrati ben 45.000 veicoli al giorno, il 25% dei quali sarebbe dovuto a transiti locali.
In merito alla perdita prevista nella gestione della SPV a causa dei bassi pedaggi che non coprono il canone annuo, i documenti dimostrano invece il contrario, ovvero si tratta di una balla. Non era mai stata prevista la perdita tra pedaggi e canone.
La relazione del 2017 della Dottoressa Veronica Vecchi, incaricata dalla Regione Veneto, prevedeva che le entrate previste da pedaggio di oltre 13 miliardi di euro utili a pagare i 12 miliardi totali del canone annuale medio (325 milioni di euro per 39 anni).
Inoltre non ci sono riferimenti a queste perdite nei controlli effettuati dalla Corte dei Conti e dall’Anac.
Sui 45.000 veicoli giorno ricordo a Zaia che i calcoli per la sostenibilità dell’opera non si fanno con i singoli utilizzi della SPV ma sui veicoli teorici medi ben diversi dai singoli. I dati di Zaia riguardano, per esempio, anche la macchina che entra a Riese Pio X ed esce a Mussolente! I veicoli teorici medi invece , caro Zaia, sono calcolati considerando tutti i 94 chilometri.
Colgo l’occasione per ricordare a Zaia che la Corte dei Conti del Veneto a maggio di quest’anno ha sollevato diversi dubbi sulla Spv , sottolineando vari errori, come la mancata imposizione di sanzioni per ritardi calcolabile nell’ipotesi peggiore in 1,8 milioni, la restituzione dell’IVA per 20 milioni che SIS non ha mai fatto, la mancata realizzazione di opere compensative e un errore di calcolo nella restituzione dei finanziamenti pubblici di oltre 470 milioni di euro.
Zaia oggi ha affermato dati mai fatti propri nemmeno dalla sua stessa Giunta regionale.
Un modo per mascherare un buco economico da far tremare i polsi, è infatti verosimile che a fronte di un’uscita media di canone annuo di più di 300 milioni le entrate da pedaggio difficilmente arriveranno ai 100 milioni l’anno!
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