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Zanoni (PD): “Chiudiamo i delfinari di tutta Europa”

In occasione della settimana di sensibilizzazione sulla vita dei cetacei in cattività, l’eurodeputato PD Andrea Zanoni invita le autorità nazionali al rispetto della Direttiva 1999/22 sul benessere degli animali in giardini e zoo. “Si tratta di strutture inadatte ad ospitare simili animali nati per nuotare liberi nei mari. L’Italia segua l’esempio di Grecia e Gran Bretagna che hanno già proibito queste gabbie acquatiche”.

 

“I delfinari sono una forma crudele di intrattenimento che, nel 2014, dovrebbe essere messa al bando. In attesa di questo divieto, l’Europa deve vigilare affinché le autorità nazionali adottino alla lettera la direttiva 1999/22 relativa alla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici”. Lo ha detto a Strasburgo l’eurodeputato Andrea Zanoni del Gruppo S&D (Socialisti e Democratici Europei) del PD, vice presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo, in occasione della settimana di sensibilizzazione sulla vita dei cetacei in cattività.

 

“Mi auguro che le due proposte di legge presentate in Italia per la progressiva chiusura dei delfinari diventino un giorno legge. Gli spettacoli commerciali dei delfinari possono a prima vista sembrare divertenti, ma nascondono una realtà estremamente grave. Esistono prove scientifiche che dimostrano che i mammiferi marini soffrono gravemente in cattività a causa dell’impossibilità di soddisfare i loro bisogni comportamentali e fisiologici. Vivere in piccole vasche, senza nessun tipo di arricchimento ambientale, può provocare a questi animali un fortissimo stress, renderli aggressivi, ridurre la loro speranza di vita e provocar loro numerosi problemi di salute”, spiega Zanoni.

 

Nei mesi scorsi l’eurodeputato ha denunciato a Bruxelles le precarie condizioni del delfinario di Rimini dove il Corpo Forestale dello Stato aveva sequestrato quattro delfini. “Si è trattato di un esempio di mancato rispetto delle normative europee di benessere degli animali in strutture che, per la loro stessa natura, si prestano a questa situazione. Sempre più italiani ed europei sono convinti che la detenzione in cattività dei cetacei rappresenta già di per sé una forma di maltrattamento nei confronti degli animali. Per questo mi auguro che oggi vengano rispettate le norme sul loro benessere e domani i delfinari vengano chiusi per sempre”, conclude l’eurodeputato.

 

NOTE

 

Secondo il rapporto sui delfinari del 2013 di Marevivo, in Europa ci sono attualmente 34 delfinari  distribuiti in 15 Stati Ue, con la Spagna in testa con 11 strutture, seguita dall’Italia con 6. In totale, sono 281 i delfini che vivono in cattività, con loro 12 orche, 11 focene 2 belughi e 1 delfino del Rio delle Amazzoni. Secondo lo studio, nessuna delle strutture analizzate rispetta a pieno la direttiva 1999/22 relativa alla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici. Oltre alla Grecia, che proibisce gli spettacoli con animali, in Slovenia, Cipro e Croazia è vietata la detenzione di cetacei in cattività per fini commerciali e in Ungheria l’importazione delfini. Gli standard normativi più restrittivi in vigore in Gran Bretagna hanno portato alla chiusura dei delfinari presenti nel Paese.

 

Ufficio Stampa Eurodeputato Andrea Zanoni

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