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ZANONI

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Il Corpo Forestale dello Stato continua a difendere l’avifauna dai troppi bracconieri del bresciano

Nel bresciano, si è conclusa la prima fase dell’Operazione Pettirosso con 90 uccelli sequestrati e una trentina di denunciati per caccia illegale. L’eurodeputato Andrea Zanoni ha affermato: «Mi congratulo con il Corpo Forestale che svolge un ruolo fondamentale per far rispettare la Direttiva Uccelli, con azioni di prevenzione e repressione dei reati condotte egregiamente nonostante i tagli alle risorse economiche e del personale»

 

 Nel bresciano, in Val Trompia, Val Sabbia e Valle Camonica, si è conclusa la prima fase dell’Operazione Pettirosso con 90 uccelli vivi e morti sequestrati, nonché 4 fucili, un richiamo acustico a funzionamento elettromagnetico, 29 reti, 146 trappole tipo “sepp” (tagliole in ferro con scatto a molla) e 179 archetti (trappole realizzate con ramoscelli curvati a ferro di cavallo).

 

 Il 24 ottobre 2013, l’eurodeputato Andrea Zanoni vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo ha scritto una lettera al Capo del Corpo Forestale dello Stato, Cesare Patrone, per congratularsi per la conclusione della prima fase della cosiddetta “Operazione Pettirosso”.

 

L’operazione condotta dal Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA), conclusasi con  una trentina di persone denunciate per caccia a specie protette, era iniziata il 30 settembre scorso. Alcuni dei denunciati sono stati sorpresi in flagranza e privi di licenza di caccia, sono indagati per furto aggravato ai danni del patrimonio indisponibile dello Stato.

 

Tra le vittime del bracconaggio si annoverano Pettirossi, Capinere, Lucherini e Passere scopaiole. Alcuni degli uccelli sequestrati dal NOA sono stati direttamente liberati, altri sono stati consegnati al Centro Recupero Fauna Selvatica “Il Pettirosso” nel modenese per le cure necessarie.

 

«L’attività a tutela dell’avifauna migratoria è condotta dal NOA del Corpo Forestale dello Stato nel bresciano annualmente, dalla fine di settembre alla metà di novembre, ovvero il  periodo in cui è intensa la migrazione su quelle importantissime rotte. Mi congratulo con il Corpo Forestale che, tramite i suoi uomini, riesce con impegno e dedizione a raggiungere importanti risultati nonostante i tagli sia economici sia al personale che creano loro grandi difficoltà operative. Il 3 dicembre 2012 ho incontrato a Roma Cesare Patrone, Capo del Corpo Forestale dello Stato, e Giuseppe Persi, Primo dirigente della 1° Divisione, con cui ho affrontato il grave problema dei tagli che sono ostacoli notevoli a questi professionisti impegnati quotidianamente nella tutela dell’ambiente e nella protezione di tutta la fauna selvatica. Nonostante la situazione, anche questa volta, sono riusciti a portare a termine una brillante operazione. La Forestale svolge un ruolo fondamentale nel far rispettare la Direttiva Uccelli 2009/147/CE e contribuisce ad evitare sanzioni europee per mancati controlli sulle attività illecite».

 

 

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