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DISTRUTTE ALTRE DUE SIEPI NELL’AREA DEL TROIAN A PAESE (TV). PAESEAMBIENTE CHIENDE UN INTERVENTO ALLA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DEL VENETO. UN CITTADINO FOTOGRAFA LA RUSPA IN AZIONE E CONSEGNA LE FOTOGRAFIE A PAESEAMBIENTE.

I lavori di distruzione delle siepi della campagna del Troian, nel comune di Paese (TV) sembrano proseguire ininterrottamente e senza nessun ostacolo dato che oltre alla siepe distrutta venerdì 19 gennaio ora se ne aggiungono altre due limitrofe alla prima. Paeseambiente, vista la drammatica situazione in cui versano le ultime campagne del comune di Paese, che oggi rappresentano una superficie pari ad appena il 35% circa del territorio comunale, ha scritto alla Soprintendenza Archeologica del Veneto chiedendo un intervento urgente al fine di verificare se nelle trincee scavate per sradicare gli alberi delle siepi possono esservi reperti archeologici. Tale richiesta è motivata dal fatto che, il 21 dicembre 2005, la Soprintendenza aveva scritto al sindaco di Paese Valerio Mardegan e per conoscenza a Paeseambiente, una lettera a firma della Dott.ssa Maurizia De Min, Soprintendente Reggente, con la quale si chiedeva, in seguito al ritrovamento nel 2005 di resti di ossa umane presso i cantieri dell’area del Troian, che in futuro venisse segnalato “qualsiasi lavoro che preveda manomissione dell’attuale livello di campagna anche a profondità minime in modo da poter verificare le eventuali persistenze archeologiche in situ”. Paeseambiente ha trasmesso anche un secondo esposto al sindaco di Paese, allegando nuove fotografie dello scempio realizzate grazie alla prontezza di un cittadino che le ha consegnate a Paeseambiente, nelle quali questa volta è possibile vedere distintamente la ruspa in azione che sradica la siepe (VEDERE FOTOGRAFIE SUL SITO www.paeseambiente.org); con detto esposto è stato chiesto al sindaco di sequestrare l’area in attesa del sopralluogo della Soprintendenza. Da registrare che il sindaco ha trasmesso una nota a Paeseambiente, nella quale ha fatto presente che si impegna per rimediare a quanto accaduto e a emanare nuove norme di tutela delle siepi. Paeseambiente intanto sta ancora aspettando la risposta del comune in merito ai seguenti quesiti: 1) se l’amministrazione comunale aveva autorizzato l’estirpazione della siepe, 2) i motivi per i quali i lavori non sono stati bloccati tempestivamente; 3) se sono state elevate contravvenzioni; 4) i nominativi dei responsabili dell’estirpazione della siepe e dei proprietari del terreno interessato; 5) quali sono le norme di tutela delle siepi previste dal Piano di Assetto del Territorio in approvazione; 6) se è stata emessa una ordinanza di ripristino della siepe distrutta. La drammatica situazione ambientale che stiamo vivendo dove le polveri sottili ci fanno ammalare un po’ alla volta, dove il clima sta impazzendo con le drammatiche conseguenze che stiamo registrando tutti i giorni – ha commentato Andrea Zanoni di Paeseambiente – dovrebbe farci capire quanto importante sia difendere anche con le unghie ogni singolo albero e siepe delle nostre campagne, elementi indispensabili per la produzione di ossigeno e per la mitigazione del vento e delle temperature. Ci si aspetterebbe certo maggiore attenzione alla salvaguardia e difesa dell’ambiente direttamente dai nostri amministratori che pare, ahimè, siano poco sensibili a queste tematiche, forse perché distratti dai troppi progetti a favore di cementificazione del territorio, destinati, inevitabilmente, a compromettere ulteriormente il risicatissimo territorio agricolo in cui vi sono ancora alberi e siepi.

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