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ZANONI

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«Con la Trebbiatura del Mais Ogm si celebrerà il funerale della legalità in Italia»

Sabato 12 ottobre, a Vivaro (PN) si svolgerà la prima trebbiatura del mais Ogm in Italia, mentre La Regione Friuli e il Ministero dell’Ambiente si rimpallano le responsabilità. L’eurodeputato Andrea Zanoni ha affermato: «Questo scarica barile tra la Regione Friuli e il Ministero dell’Ambiente è una cosa grave dalla quale chi ci guadagna sono i sostenitori dell’OGM in Italia. Ancora una volta i cittadini italiani si trovano a combattere contro i mulini a vento nel più totale abbandono delle istituzioni»

 

Sabato 12 ottobre 2013, a Vivaro (PN) si svolgerà la “festa della prima trebbiatura di mais Ogm italiano”. Lo hanno annunciato Giorgio Fidenato e Silvano Dalla Libera dell’associazione Futuragra, entrambi coltivatori del mais geneticamente modificato Mon 810.

 

Mercoledì 9 ottobre, il Ministero dell’Ambiente Andrea Orlando ha imposto lo stop al Governatore della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ordinando di “procedere nel divieto alla coltivazione del mais geneticamente modificato Mon 810” e di porre in essere le azioni per dare esecuzione al divieto e come intenda procedere alla bonifica, al ripristino ambientale e al risarcimento qualora sia accertato il danno ambientale.

 

Immediata la risposta del Presidente Serracchiani che ha sottolineato che “occorre che il governo colmi le lacune normative. Oltre all’impossibilità di irrogare una sanzione, non vi è alcuna base normativa che renda legittimo un qualunque provvedimento amministrativo regionale per distruggere le colture Ogm in atto”.

 

L’eurodeputato Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI, Ambiente, Salute pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo ha affermato: «Tra il botta e risposta delle Istituzioni a guadagnarci è chi non ha rispettato i divieti e continua a farsi beffe delle norme. Con la trebbiatura del Mais Ogm si celebrerà il funerale della legalità in Italia. Questo scarica barile tra la Regione Friuli e il Ministero dell’Ambiente è una cosa grave dalla quale chi ci guadagna sono i sostenitori dell’OGM in Italia. A volte, per vincere le battaglie di civiltà a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente servirebbe un po’ di coraggio che non ho visto arrivare da nessuna delle istituzioni in gioco. Ancora una volta i cittadini italiani si trovano a combattere contro i mulini a vento nel più totale abbandono delle istituzioni».

 

BACKGROUND

 

Il 23 agosto 2013, l’eurodeputato Zanoni ha scritto alla Presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, per chiedere di adottare un provvedimento affinché le coltivazioni di mais OGM MON810 presenti nella sua regione vengano immediatamente distrutte e siano attivate tutte le Autorità competenti al fine di controllare e monitorare eventuali e potenziali contaminazioni in atto e future.

 

Lo stesso giorno, Zanoni aveva presentato all’Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale ERSA la richiesta di accesso agli atti per ottenere copia delle pagine del registro informatico, istituito dal Decreto legislativo dell’8 luglio 2003 numero 224, dove sono annotate le notifiche delle localizzazioni delle coltivazioni di OGM.

 

Dalla risposta dell’ERSA è emerso che, oltre ai già noti terreni coltivati con mais OGM Mon 810 da Giorgio Fidenato a Vivaro (PN) e a Mereto di Tomba (UD), rispettivamente di 3.000 metri quadrati e 1.000 metri quadrati e seminati il 15 giugno scorso, ve ne sono altri 5 sempre nel Comune di Vivaro seminati due mesi prima, ovvero il 14 aprile. Questi ultimi sono intestati a Silvano Dalla Libera per un’estensione complessiva di 11.300 metri quadrati.

 

Il 29 agosto 2013, l’eurodeputato ha effettuato un sopralluogo al campo di mais OGM a Vivaro (PN) dove ha incontrato  i rappresentanti del Comitato scientifico AIAB e il Dottore Franco Trinca, biologo, nutrizionista e Presidente dell’Associazione NOGM. (FOTO e VIDEO)

 

L’11 agosto 2013 è entrato in vigore il Decreto del Ministero della Salute del 12 Luglio 2013 con oggetto “Adozione delle misure d’urgenza ai sensi dell’art. 54 del regolamento CE n. 178/2002 concernenti la coltivazione di varietà di mais geneticamente modificato MON 810 (13A06864)” che all’articolo 1 vieta la coltivazione del mais MON810. In realtà, però, non sono previste sanzioni per i trasgressori.

 

Lo scorso giugno, Zanoni aveva appoggiato la petizione di Greenpeace per chiedere al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, di fermare la coltivazione dell’OGM. Il 20 giugno scorso, Zanoni aveva scritto ai Ministri italiani delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo, dell’Ambiente Andrea Orlando, della Salute Beatrice Lorenzin e al Presidente della Regione Friuli Venezia affinché intervenissero per bloccare la semina di mais OGM in provincia di Pordenone e per scongiurare altri casi simili. L’eurodeputato aveva invitato i Ministri a mettere in campo una task force di legali e giuristi per colmare il pericoloso vuoto normativo.

 

 

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