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ZANONI

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Basta richiami vivi e uccellagione: conferenza a Vicenza

A Vicenza, giovedì 7 novembre alle 21.00, presso l’Alfa Fiera Hotel di via dell’Orologeria 50 in zona Fiera

 

“Basta richiami vivi e uccellagione. Una tortura legalizzata dalle Province e dalla Regione Veneto in barba alla Direttiva Uccelli 2009/147/ CE” è il titolo della conferenza in programma giovedì 7 novembre alle 21.00, presso l’Alfa Fiera Hotel di via dell’Orologeria 50 in zona Fiera a Vicenza.

 

La serata è organizzata dall’europarlamentare Andrea Zanoni, vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali e membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo. Oltre a Zanoni, interverranno Claudio Linzola, Legale che ha impugnato le delibere sull’uccellagione in Veneto, Carlotta Fassina Delegata Regionale LIPU-Lega Italiana Protezione Uccelli Veneto, Graziella Zavalloni Presidente Nazionale LAC-Lega Abolizione Caccia Italia. Introdurrà la serata Renzo Rizzi, Responsabile del CPV-Coordinamento Protezionista Veneto.  

 

«La Regione Veneto quest’anno ha autorizzato ben 37 tra roccoli e prodine, di cui 16 nel vicentino. Sono impianti muniti di reti da uccellagione per la cattura di Tordi, Merli, Cesene e Allodole che finiranno rinchiusi per sempre in minuscole gabbiette come richiami vivi utilizzati dai cacciatori negli appostamenti di caccia. Il 4 ottobre scorso ho presentato un’interrogazione alla Commissione europea per fermare le deroghe illegittime ripetutamente concesse per la cattura di uccelli con le reti da uccellagione da utilizzarsi come richiami vivi nella caccia da capanno – ha affermato Zanoni – Nonostante i moniti dell’Ue e i continui pareri contrari dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) istituto tecnico scientifico dello Stato, la Provincia di Verona e la Regione Veneto continuano ad autorizzare impianti di cattura muniti delle reti da uccellagione, mezzo di cattura non selettivo, vietato dall’articolo 8 della Direttiva “Uccelli”2009/147/CE. Ho chiesto, quindi, alla Commissione di aprire una procedura d’infrazione per questi amministratori che si credono al di sopra della legge nazionale ed europea e mi sono rivolto al Commissario straordinario della Provincia di Vicenza, Attilio Schneck, sollecitando  l’immediata chiusura di questi impianti che violano la Direttiva “Uccelli”».

 

L’ISPRA, il 24 maggio 2013, ha dato parere sfavorevole alla riapertura dei roccoli per la stagione 2013/2014, sottolineando la necessità di attuare metodi alternativi quali l’allevamento degli uccelli in cattività e condannando la totale assenza di dati certi sul fabbisogno di richiami vivi per i cacciatori. «Con l’uso dei richiami vivi si legittima il reato di maltrattamento di animali perché li si costringe a vivere nella sporcizia e in uno spazio dove non riescono nemmeno ad aprire le ali, reato confermato il 17 gennaio 2013 anche dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 2341. Domenica 10 novembre, dalle 10.00, parteciperò a “Basta richiami vivi e uccellagione. Manifestazione nazionale contro l’uccellagione in Veneto ” indetta dal CPV, LIPU, WWF, LAV, ENPA, NO alla CACCIA, UEPA e OIPA davanti ad un roccolo a Tretto di Schio (VI). Invito tutti i vicentini che vogliono che queste crudeltà inaudite finiscano a partecipare», ha concluso Zanoni . Durante la serata sarà possibile sottoscrivere la petizione della Lipu “No ai richiami vivi”. Al termine della conferenza seguirà un dibattito con il pubblico.

 

BACKGROUND

 

La Provincia di Vicenza ha attivato ben 16 impianti di cattura, i famigerati roccoli, grazie alla deliberazione n. 776 dell’11 settembre 2013, che prevede la cattura di un totale di 8.890 uccelli appartenenti alle specie: Allodola, Cesena, Merlo, Tordo bottaccio e Tordo sassello.

 

La Provincia ha reso operativa la delibera della Giunta Regionale n. 1099 del 28 giugno 2013, che consentiva l’uccellagione oltre alla Provincia di Vicenza, anche a quelle di Treviso, Verona, Padova, Venezia e Belluno. Con l’uccellagione viene ancora consentita la cattura dell’Allodola (Alauda arvensis) classificata “vulnerabile” nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Italia e in declino da 30 anni in tutta Europa e perciò specie che non può essere sottoposta a deroghe a norma della “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici”.

 

Questo l’elenco delle località dove sono in funzione gli impianti di cattura della Provincia di Vicenza: Mezzaselva in comune di Roana, Moto dei Musari in comune di Valdagno, Roccoli di Staro in comune di Valli del Pasubio, San Luca in comune di Marostica, Loc. Savena in comune di Valli del Pasubio, C.da Rossi località Tretto di Schio, Località Tessar di Sopra, in comune di Foza, Località Monte Zovetto in comune di Roana, località Case Perin-Via Breganzina in comune di Romano D’Ezzelino, Località Miseria in comune di Altissimo, località C.da Cazzola in comune di Valdagno, località Pianezzola in comune di Marostica, località Col Roigo in comune di Romano D’Ezzelino, Località Gramalto in comune di Torrebelvicino, località Lighezzoli-Casaneche in comune di Posina.

 

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