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ANDREA ZANONI, PRESIDENTE DI PAESEAMBIENTE, REPLICA ALL’APPELLO A PAGAMENTO DELLA PADANA, L’AZIENDA DEI CAPANNONI-SERRA: NON SI PROTEGGE L’AGRICOLTURA EDIFICANDO CAPANNONI-SERRA SULLA POCA CAMPAGNA RIMASTA. A PAESE LE CAMPAGNE E L’AMBIENTE ORMAI SONO IN BALIA DELLE LOBBY DEL CEMENTO E DEI CAPANNONI-SERRA.

Nei giorni scorsi ho avuto modo di leggere, così come molti altri miei concittadini e lettori dei quotidiani locali, un’inserzione a pagamento della Gruppo Padana di Paese a firma dei fratelli Paolo e Giorgio Gazzola, titolari della medesima ditta (Cf. su www.paeseambiente.org inserzione pubblicata su Il Treviso il ’05/15/08 e Il Gazzettino di Treviso il ’05/13/2008). Nell’inserzione venivano contestate alcune considerazioni del sindaco di Paese in ordine alle osservazioni presentate dal Gruppo Padana al PAT – Piano di assetto del Territorio di Paese, osservazioni tra l’altro presentate, seppur di tenore diametralmente opposto, anche dal Gruppo Paeseambiente del quale sono presidente. Ho potuto leggere delle considerazioni del Gruppo Padana su agricoltura, territorio ed ambiente che mi hanno fatto riflettere su quanta confusione, inconsapevolezza e presunzione regni ancora su questi importanti argomenti. Ecco ciò che mi ha indotto a riflettere maggiormente di questa inserzione a pagamento:
1) viene scritto che il PAT costituisce “un grave attacco all’agricoltura veneta”,
2) “il poco territorio agricolo rimasto a Paese” è stato definito “un ambiente che negli anni è stato conservato e salvaguardato dagli stessi agricoltori”;
3) gli inserzionisti parlano poi di “difendere l’agricoltura”
4) viene detto ai cittadini “potrete essere voi stessi a fare chiarezza e capire chi sta difendendo il futuro del territorio e dei suoi cittadini”.
Ora essendo anch’io uno di quei cittadini ai quali la Padana si rivolge, vorrei proporre le mie considerazioni in merito. Il PAT di Paese non tutela né l’agricoltura né le campagne, perché non contiene quelle norme tecniche, previste inizialmente, che poi successivamente sono state cancellate, con una eclatante e clamorosa marcia indietro dell’amministrazione Mardegan. Queste norme avrebbero peraltro consentito di limitare in modo netto la proliferazione dei capannoni-serra, alti anche 8 metri, costruiti in modo stabile con cemento armato e materiali sintetici su un terreno per sempre privato dello strato fertile, funzionanti grazie a potenti ventilatori industriali, muniti di riscaldamento con tanto di camini, ovvero avrebbero consentito di limitare di costruire nel terreno agricolo quelli che appaiono come capannoni industriali. Sul fatto che gli agricoltori di Paese abbiano conservato l’ambiente agricolo negli anni non posso che essere d’accordo, mi chiedo però come possa la Padana volersi accomunare agli altri agricoltori quando solo negli ultimi due anni le sue ruspe hanno estirpato centinaia di metri di siepi secolari e asportato lo strato fertile del terreno, rendendolo definitivamente sterile, di migliaia e migliaia di metri quadri di campagna. I cittadini di Paese dovrebbero chiedersi quali e quanti siano gli agricoltori di Paese che hanno presentato in comune un progetto per la realizzazione di un inceneritore di rifiuti come invece ha fatto la Padana. Quante sono le aziende agricole che a Paese hanno una stanza con la scritta sulla porta “Veleni” e che per irrorare le proprie colture utilizza operatori con tute e maschere tali da apparire come degli astronauti? E quante sono le aziende agricole che al loro interno utilizzano oltre un centinaio di operatori la maggior dei quali parte proviene dalla Cina? Cari signori della Padana con le vostre serre e con i vostri fitofarmaci credete proprio di difendere l’agricoltura di Paese? Se difendete l’agricoltura perché per costruire i vostri capannoni distruggete per sempre lo strato coltivabile del terreno, l’humus, asportandolo e allontanandolo per sempre rendendo le campagne sterili? Cessata la vostra attività in tutta la superficie di terreno rimasta non si potrà coltivare più nulla, né il grano, né l’erba medica, né il mais, la vite, il girasole, la soia. Nulla di nulla, perché resterà solo un suolo spogliato della parte che madre natura ha creato in milioni di anni. Ma veramente vorreste vedere ogni campo agricolo di Paese coperto da capannoni alti otto metri e contenenti tanti ubbidienti operai cinesi all’opera? Viene infine scritto che i cittadini devono rendersi conto di chi sta difendendo il futuro del territorio e dei cittadini stessi; qui la risposta pare sin troppo facile perché a Paese sia l’attuale amministrazione sia quella passata, con PRG, varianti varie ai PRG, PAT, PIRUEA, modifiche ai PIRUEA hanno solo dato il via alla cementificazione e distruzione di centinaia di migliaia di metri quadri di campagna. Il caso più recente ed eclatante riguarda l’ampliamento dell’area ex Simmel dove l’amministrazione Mardegan ha consegnato alle ruspe della lobby dei palazzinari ben 100.000 metri quadri di campagna vergine, rilanciando quella che già era la madre di tutte le speculazioni edilizie del nostro comune, approvata dalla precedente amministrazione. Purtroppo, a Paese il territorio non lo sta difendendo nessuno, tanto meno la Padana. Voi difendete solo i vostri interessi, i vostri conti in banca e con voi avete sicuramente dei potenti alleati, i veri colpevoli di questa distruzione della campagna e del nostro paesaggio, che a colpi di legge sono riusciti a far passare come agricola un’attività che distrugge i campi e che prevede al posto della campagna e dell’agricoltura la nascita di rumorosi quartieri di cemento, plastica, camini e ventilatori che per logica dovrebbero invece trovare posto solo nelle zone industriali. Andrea Zanoni – Presidente di Paeseambiente

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