Venezia, 21 maggio 2022

"Il j'accuse di Paolo Storoni, colonnello capo della DIA del Triveneto, sul radicamento delle organizzazioni mafiose in Veneto e, soprattutto, sul clima negazionista che è calato nella nostra regione, é di assoluto rilievo e particolare gravità. Sulla base di queste considerazioni le istituzioni, a partire dalla Regione Veneto, hanno il dovere di agire. In primo luogo sul fronte della sensibilizzazione e del richiamo a far fronte comune contro le mafie".

A dirlo è il presidente della Commissione per la Legalità in Consiglio regionale ed esponente del PD Veneto, Andrea Zanoni.

"Non è ammissibile che, come denuncia Storoni, esista una troppo scarsa collaborazione da parte di amministratori locali, professionisti e imprese in quella che dovrebbe essere una battaglia comune per porre fine a quello che ormai è un radicamento delle mafie in Veneto. Il fatto che la nostra regione sia prima per importi nella graduatoria delle operazioni sospette dimostra che lo sforzo delle forze dell'ordine e della magistratura è fondamentale ma non sufficiente. La Regione deve in questo senso svolgere un ruolo di sensibilizzazione a tutto campo, introducendo anche misure premiali di sostegno per quanti denunciano situazioni di opacità che possono aiutare ad individuare operazioni illecite sul nostro territorio".


"Serve poi, in maniera urgentissima, riportare gli scarni organici di magistrati e personale amministrativo dei tribunali ai livelli previsti per legge. Solo così si può combattere efficacemente le mafie. E solo così possiamo evitare che il Veneto sia per questi criminali una terra di conquista senza difese. Ne va - conclude Zanoni - della tenuta del tessuto economico e sociale di questo territorio, nonché della dignità e della libertà della nostra regione".