Venezia 10 dic. 2019 -  

“Il caso dell'Associazione cacciatori veneti mette in luce tutta le contraddizioni degli stanziamenti del bilancio della Regione e delle regole sul finanziamento ai partiti. Chi può permettersi 70mila euro di contributo a un partito non ha certo bisogno di soldi dalla Giunta per la propria attività”. A dirlo sono i Consiglieri regionali del Partito Democratico Andrea Zanoni, il Capogruppo Stefano Fracasso, e Anna Maria Bigon, commentando “l’inchiesta del settimanale L’Espresso sui finanziatori di Fratelli d’Italia.

 

Tra questi c’è l’Associazione Cacciatori Veneti che avrebbe versato 70mila euro al partito di Giorgia Meloni. Si tratta di un’attività lecita e nel cui merito non vogliamo entrare; restiamo invece perplessi sull’opportunità di elargire un contributo di 64mila euro, per restare al 2018, a chi a sua volta può permettersi di versare una cifra superiore a una forza politica”.

 

“Ho più volte denunciato l’enorme mole di denaro alle associazioni venatorie, una lobby sovra-rappresentata a palazzo Ferro Fini - aggiunge poi Zanoni - in tempi di vacche magre per loro c’è sempre sostanza: 350mila euro nel bilancio 2018 e altri 250mila nel 2019 con l’obiettivo di fare informazione e prevenzione contro il bracconaggio sono un’indecenza. Risorse che sicuramente avrebbero fatto comodo a chi combatte davvero sul campo questo fenomeno, come le associazioni di tutela dell’ambiente e della fauna selvatica che certo non hanno decine di migliaia di euro a disposizione per finanziare partiti politici”.