“Ancora una volta la Giunta Zaia decide di scavalcare la Commissione consiliare sui Pfas e dopo le dichiarazioni molto critiche della Ministra Lorenzin sull’adozione della plasmaferesi terapeutica sceglie di agire con l’ennesima operazione che mira a proteggersi dalle critiche e nascondere le mancanze procedurali con cui hanno scelto di esporre adulti e minori a trattamenti invasivi e costosi, senza prima verificarne l'utilità con una sperimentazione”. La dura presa di posizione è dei Consiglieri regionali Cristina Guarda (AMP) e Andrea Zanoni (PD) che, in una nota, puntano l’indice sulla conferenza stampa che si terrà domani con la quale verranno presentati, secondo quanto annuncia la Giunta regionale, i primi risultati ottenuti con l’applicazione della terapia della plasmaferesi su pazienti adulti che presentano alte concentrazioni di sostanze perfluoro alchiliche (Pfas e Pfoa) nel sangue, residenti nei Comuni della ‘area rossa’ del Veneto a suo tempo interessata dal vasto inquinamento delle acque da queste sostanze.

“Si tratta - osservano i Consiglieri - dei risultati di 106 trattamenti che non sono sperimentazione, perché non hanno coinvolto l’Istituto Superiore di Sanità, ente addetto all’autorizzazione della sperimentazione clinica. A questo si aggiunge la mancanza di condivisione del parere del comitato etico, che ad oggi risulta essere fantasma, visto che non è giunto nemmeno in Commissione Pfas”.

Guarda e Zanoni in conclusione aggiungono: “Quelle della Ministra sono osservazioni che avevamo sollevato già due mesi fa sia in Commissione sia con un'interrogazione ad oggi mai presa in considerazione. È a queste pesanti perplessità che la Giunta deve dare risposta invece che farsi bella dando conto di ciò che più gli conviene. Auspico che finalmente anche il presidente della Commissione, Manuel Brusco, difenda il ruolo di questo organismo che deve essere strumento-chiave per la chiarezza e la verità sull’intera vicenda Pfas. Altrimenti è più dignitoso e rispettoso per i cittadini chiudere con questa farsa”.