“Casi di discriminazione come questo ci fanno piombare indietro di almeno mezzo secolo. Mi chiedo come sia possibile che una donna non venga assunta perché mamma”. Ad affermarlo è Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Partito Democratico commentando la notizia di una 38enne residente a Treviso “che si è vista escludere da un colloquio per un posto di lavoro una casa di riposo, dopo una prima selezione, poiché la bambina di tre anni rappresenterebbe un problema. Purtroppo sono troppo poche le denunce - puntualizza l’esponente democratico - ed è umiliante, nel caso specifico, che una persona con 17 anni di esperienza nel settore si veda respingere perché mamma e magari potrebbe avere il desiderio di avere un altro figlio. È un episodio grave di discriminazione, la maternità non può essere vista come una colpa”.

“Ci sono dati - continua il Consigliere - che confermano come per le donne sia più difficile ricollocarsi dopo aver partorito. Secondo l’Osservatorio nazionale sul lavoro nel 2016 i casi di dimissioni post maternità sono cresciuti del 44%. Le istituzioni per quanto possibile devono fare la propria parte, non lasciandole sole. Per esempio nella legge 3 del 2009 all’articolo 33 è scritto che la Regione ‘favorisce le pari opportunità concorrendo, con iniziative proprie od attuative della normativa statale in materia, al finanziamento di progetti finalizzati all’affermazione dei principi di parità nelle più diverse articolazioni nel mondo del lavoro in particolare finalizzati a favorire l’ingresso, la permanenza e il reinserimento delle donne nel mercato del lavoro, nonché il superamento di ogni forma di discriminazione’. Mi auguro - conclude Zanoni - che queste parole non restino solo sulla carta, ma prendano forma per evitare situazioni indegne di un Paese civile nel terzo millennio”.