Venezia 19 dic. 2018 -     “Cave Campagnole, le analisi Arpav su Cava Campagnole dei Canzian ci rassicurano, ma il sindaco Pietrobon continua a parlare a sproposito. Come può affermare che non c’è inquinamento ambientale?”. Sono le parole di Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Partito Democratico, che tramite una nota replica “al primo cittadino di Paese dopo le verifiche di Arpav che hanno dimostrato come la presenza di sostanze inquinanti nelle falde sia inferiore ai parametri fissati dalla legge. Preoccuparsi per l’ambiente e la salute dei cittadini non è fare allarmismo. Seppur entro i limiti, nelle nostre acque di falda sono stati rilevati solfati, rame, nichel e selenio, che nell’acqua non devono esserci. Pietrobon ha davvero una strana concezione di inquinamento: gli ricordo che nella Cava Campagnole dei Canzian ci sono 200.000 tonnellate di rifiuti contenenti sostanze pericolose e cancerogene come l’amianto, arrivate con 10.000 camion e sequestrate alla Cosmo di Noale su indagini della Procura distrettuale antimafia. Una montagna di rifiuti che rischia di rimanere per sempre a Paese. E Pietrobon ha la gravissima responsabilità politica di aver siglato un accordo con persone indagate per reati ambientali  dalla Procura distrettuale antimafia proprio per fatti avvenuti in cava Canzian, dove non poteva essere portata nemmeno una manciata di materiale estraneo all’attività estrattiva. Invito vivamente il sindaco, in queste vacanze natalizie, a farsi un viaggio in via Vecelli a vedere le colline dei veleni portati nel cuore di Paese. E, visto che c’è, si legga le undici pagine del dispositivo del Magistrato di sequestro dei rifiuti, notificato al Comune di Paese già il 26 novembre scorso, dai contenuti che fanno accapponare la pelle. Un documento - sottolinea Zanoni - che è come un tassello di un enorme mosaico che raffigura sempre di più il Veneto come la terra dei fuochi del nord”.