Il Commissario Ue all'Ambiente risponde all'interrogazione dell'eurodeputato PD Andrea Zanoni sull'inquinamento da  cromo e cobalto del torrente Chiamo. Ci sono i fondi Ue a disposizione ma a certe condizioni. Zanoni: “Le autorità italiane si attivino subito per bonificare l'intera area, la salute degli abitanti della zona non può aspettare”

 

“La Commissione è a conoscenza della contaminazione ambientale causata dall'attività industriale nell'area circostante la Valle del Chiampo. Le autorità italiane devono adottare le misure più appropriate per conseguire un buono stato dei corpi idrici interessati in conformità alla direttiva quadro sulle acque (Direttiva 2000/60/CE)”. E' la risposta del Commissario Ue all'Ambiente Janez Potočnik all'interrogazione dell'eurodeputato PD Andrea Zanoni, membro della commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, in merito alla presenza di cromo e cobalto nel letto del fiume Chiampo (VI).

 

“Il sostegno per questo tipo di progetto è disponibile nel quadro del programma per il Veneto 2007-2013, cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale, che nell'ambito dell'azione 3.1.1 prevede il finanziamento delle attività di bonifica dei siti inquinati, compresi i siti industriali abbandonati. Il finanziamento è strettamente subordinato alle condizioni menzionate nel programma, in particolare al principio chi inquina paga", aggiunge il Commissario rispondendo all'esplicita domanda di Zanoni su quali fondi comunitari si possa attingere per eseguire questa bonifica.  “Tuttavia, in base al principio di gestione condivisa applicato alla gestione amministrativa dei fondi strutturali, la selezione dei progetti e la loro attuazione competono alle autorità nazionali, aggiunge il Commissario.

 

 

“Le autorità italiane non perdano quindi tempo – incalza Zanoni - Va evitato ogni rischio per la popolazione locale preoccupata per il ritrovamento di alcuni inquinanti eredità degli sversamenti del passato della locale industria delle concerie. Purtroppo ci troviamo nella situazione di dover rimediare a errori, dolosi o meno, del passato, come gli sversamenti delle concerie della zona. Visto che oggi sono noti gli effetti che queste sostanze hanno sulla salute umana, bisogna affrontare la questione con la massima responsabilità”, conclude l'eurodeputato.

 

Zanoni aveva denunciato in Europa la presenza di cromo e cobalto nel letto del fiume Chiampo, del vicino rio dell’Acquetta e nei terreni circostanti, rilevata in occasione della realizzazione un progetto di ampliamento del bacino di espansione finalizzato a contenere le piene del fiume Guà e del torrente Chiampo.

 

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