“Per finanziare la Pedemontana, la Giunta Zaia azzera le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria su edifici e locali della Regione. Incluse quelle agli impianti antincendio di condizionamento e degli ascensori, che sono obbligatorie per legge. E invece una bella violazione viene messa nero su bianco: ma Zaia si rende conto della gravità di quanto sta facendo?”. Duro il giudizio del Consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni che interviene, con una nota, in merito “alla seconda variazione generale al bilancio di previsione 2017-2019, valore 380 milioni, che è stata illustrata questa mattina in Seconda commissione. Dopo la marcia indietro sull’Irpef per il 2018, tassa inserita e quindi tolta in un batter d’occhio, adesso sappiamo da dove arriveranno i soldi pubblici necessari per realizzare la Superstrada Pedemontana Veneta. Verranno estinti anticipatamente dei mutui per 203 milioni, ma soprattutto si effettueranno tagli sulle manutenzioni straordinarie degli edifici, apparecchiature, beni mobili regionali, per un milione e ottantamila euro e una sforbiciata del valore di altri due milioni di euro sulle manutenzioni straordinarie di locali e uffici regionali, andando praticamente ad azzerare entrambi i capitoli. Tutti sanno che se si vuole allungare la vita di un bene mobile o immobile, tecnologico o edile, serve fare regolare manutenzione altrimenti si rischia di ritrovarsi in mano qualcosa da rottamare. Tutto ciò è stato evidenziato oggi dai funzionari della Giunta durante l’esposizione del progetto di legge 251. Mi auguro si tratti di un’acrobazia finanziaria preventiva perché, se così non fosse, oltre a violare le leggi, senza manutenzioni, in particolare agli impianti antincendio, si rischia davvero col fuoco, con conseguenze che potrebbero essere drammatiche”.

“A questi tagli - prosegue l’esponente democratico - vanno poi aggiunti quelli al Fondo di riserva per le spese obbligatorie, quattro milioni in meno, e 670mila euro al Fondo di riserva per le spese impreviste, anche in questo caso una riduzione ai minimi termini. Dopo l’annuncio in aula del 7 marzo scorso, con la tassa necessaria per salvare la Pedemontana e per soccorrere quindi un privato che non riusciva a finanziarla, come prevedrebbe invece ‘l’Abc dei project’, il 15 maggio in conferenza stampa e senza passare dal Consiglio, la retromarcia. Non c’era bisogno di mettere le mani nelle tasche dei veneti ‘viste le nuove e più favorevoli condizioni’. Le condizioni sono svelate adesso, finalmente si capisce dove andare a parare: una Regione lasciata in mutande e a piedi per pagare la Pedemontana”.