Venezia, 10 aprile 2021

“Nessun rappresentante espressione delle associazioni ambientaliste e una forte volontà accentratrice, con nomi appartenenti a Lega e centrodestra, come se in questi territori non esistesse altra rappresentanza politica. Non è il viatico migliore per garantire una gestione che valorizzi sul serio i Parchi del Veneto. È un copione che si ripete e che abbiamo visto anche in altri settori”. Queste le parole dei consiglieri del Partito Democratico Francesca Zottis, Andrea Zanoni, Anna Maria Bigon e della vice capogruppo Vanessa Camani, per commentare le nomine dei vertici del Parco dei Colli Euganei, di quello del Delta del Po e del Fiume Sile. 

 

“Non entriamo nel merito del valore delle persone, giudicheremo sulla base dei fatti, ma è innegabile il centralismo della Regione, che nel corso degli anni ha espropriato le comunità delle proprie competenze e facoltà decisionali, con lunghi periodi di commissariamento e taglio di fondi.   L’autonomia che si chiede a Roma fa a pugni con l’accentramento assoluto di Palazzo Balbi. Promozione e valorizzazione del sistema ambiente significa coinvolgimento dei diversi mondi, senza guardare alla fede partitica che invece pare essere il principale, se non unico, criterio - attaccano ancora i quattro consiglieri PD - Vedremo quale sarà l’indirizzo politico della gestione dei Parchi, ma alle parole devono seguire i fatti, quelli che finora sono clamorosamente mancati”.

 

“Sembra particolarmente bizzarra - aggiunge in chiusura Andrea Zanoni - la nomina a presidente del Parco Colli del presidente provinciale di un’associazione venatoria, nello specifico di Federcaccia Padova: parrebbe un conflitto di interessi. Perché non scegliere il presidente di Legambiente?”.