“Ogni anno con la vendemmia la storia si ripete, con mosto e vinacce sversati nei corsi d’acqua. L’inquinamento del canale Magnadola è l’ennesimo caso e purtroppo non sarà l’ultimo; la Regione deve decidersi a fare maggiori controlli con Arpav, inasprire le sanzioni e revocare i finanziamenti pubblici a quelle aziende che con il loro comportamento distruggono la vita dei fiumi”. Torna all’attacco Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico e candidato alle Regionali del 20-21 settembre, dopo l’episodio avvenuto a Motta di Livenza, con le acque del canale diventate color rossastro. 

“È un film già visto troppe volte, senza che la Giunta leghista abbia mai fatto alcunché. Nel corso della legislatura ho denunciato la gravità della situazione nel Trevigiano, con interrogazioni presentate ogni fine estate-inizio autunno, chiedendo di agire in modo serio. Ma la Regione ha continuato a lavarsene le mani, nonostante ci sia una precisa responsabilità politica. È infatti grazie ai generosi finanziamenti di Palazzo Balbi, 580 milioni in dieci anni, che la produzione vitivinicola è letteralmente esplosa, con effetti collaterali che erano facilmente immaginabili. La sovrapproduzione ha portato a decine di sversamenti illegali di refluo nei corsi d’acqua con moria di migliaia di pesci e distruzione della flora e anche a casi di spreco alimentare, come due anni fa, con l’uva in eccesso distrutta direttamente sul posto dalle macchine raccoglitrici”.

“La Marca - aggiunge ancora Zanoni - è diventata un’enorme monocoltura intensiva di Prosecco con conseguenze negative per ambiente, biodiversità, paesaggio e salute, visto l’elevato uso di pesticidi, la cui vendita è in costante aumento. L’agricoltura sostenibile è solo una favola tra le tante raccontate da Zaia e la Lega: in Veneto la superficie destinata al biologico è pari al 2,3% contro una media nazionale del 12,3%. Servono aiuti concreti e sostanziosi per la riconversione delle colture, ma con questa maggioranza non avverrà mai”.