Venezia, 11 febbraio 2021
“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Già 15 giorni fa avevamo evidenziato, portando a supporto pareri scritti di vari soggetti, enti pubblici e privati, che il Pdl ‘Veneto cantiere veloce’ era a rischio incostituzionalità. E oggi in Commissione ci siamo trovati punto e a capo, costretti a esaminare lo stesso testo. La maggioranza continua a tirare dritto, vuole farsi impugnare ad ogni costo il progetto di legge? Perché?”. È la domanda che arriva da Andrea Zanoni e Jontanan Montanariello, consiglieri regionali del Partito Democratico al termine dei lavori della Seconda commissione dove è stato discusso il Pdl 20 ‘Semplificazioni in materia urbanistica ed edilizia per il bilancio del settore delle costruzioni e la promozione della rigenerazione urbana e del contenimento del consumo di suolo’. 
 
“Stiamo parlando di un testo che di fatto è stato ‘demolito’ da una scheda dell’Ufficio legislativo, in cui è messo nero su bianco come molti degli articoli siano a serissimo rischio di incostituzionalità, in particolare il 2 e il 9. Anche l’associazione dei costruttori edili, l’Ance, presentando le proprie osservazioni ha ribadito i ‘potenziali rilievi di legittimità costituzionale’, definendo questo Pdl uno strumento ‘non particolarmente efficace’. Italia Nostra, per fare un altro esempio, denuncia la liberalizzazione di tutti gli interventi edilizi su immobili di pregio, come le ville venete o edifici storici senza dare sufficienti garanzie sulla loro salvaguardia e di un conseguente conflitto con il Codice dei beni culturali e del paesaggio con pericolo di annullamento del provvedimento. Tutte osservazioni di cui al momento non si vuole tenere conto”, protestano Zanoni e Montanariello,
 
“Ribadiamo la contrarietà a un Pdl che rappresenta l’ennesima deregulation in un territorio che negli anni è stato sufficientemente massacrato, con una Regione che negli ultimi tre anni è stata la più cementificata d’Italia e che avrebbe bisogno di ripensare il proprio modello di sviluppo. Eliminare vincoli per accelerare la ripartenza è sbagliato e dannoso”.
 
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