Venezia, 12 aprile 2021

“Il Quarto Lotto è un progetto costoso, vecchio e dannoso: dobbiamo puntare sul trasporto sostenibile, invece Zaia vuole asfaltare gli ultimi campi trevisani”. A dichiararlo è Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, decisamente critico sull’ipotesi di prolungamento della Tangenziale di Treviso, con un esborso stimato in 54 milioni di euro, dopo la conferma data dall’assessore De Berti e dal presidente Zaia. 

 

“Dobbiamo evitare che vengano cancellati gli ultimi campi agricoli della città, coltivati da secoli dai nostri avi. Soprattutto per un’opera che rischia di essere sia dannosa che inutile. Se il Quarto lotto dovesse essere realizzato, sarà completato in un’era con molte più auto elettriche in circolazione, che avranno già ridotto se non risolto il problema dell'inquinamento dei centri abitati come la frazione di San Giuseppe. Perché quindi andare a spendere soldi pubblici così anziché potenziare il trasporto pubblico sostenibile, su gomma e rotaia, la mobilità elettrica? Treviso potrebbe diventare un capoluogo all’avanguardia a livello nazionale ed europeo”.

 

“Quella di Zaia è una ricetta preistorica, il presidente del Veneto si ostina a non tener conto di un consumo del suolo fuori controllo: da tre anni Ispra ci imputa come peggior regione per la distruzione di suolo agricolo. Per Zaia sembra che l’emergenza climatica ed ambientale non esista, lui e la Lega restano sordi agli accorati appelli dei giovani con i loro movimenti Friday for Future e Extinction Rebellion, non gli interessa l’allarme lanciato anche da Papa Francesco con l’enciclica Laudato Si’, né quello della comunità scientifica mondiale che ci esorta a percorrere le vie della sostenibilità”.

 

“Il Quarto lotto - attacca ancora - è stato ideato in un’altra epoca, un buon amministratore deve considerare i tempi che cambiano e rivedere le scelte passate. Quando leggo di questi progetti mi viene in mente la frase emblematica, e di estrema attualità, del nostro grande poeta Andrea Zanzotto: ‘siamo passati dai campi di sterminio allo sterminio dei campi’. Invito tutti ad attivarsi per la tutela del nostro territorio e per un cambio radicale nel modo di affrontare il problema del traffico e della mobilità: lo dobbiamo alle giovani generazioni che si troveranno poi a pagare il conto, non solo economico, di scelte sbagliate”.