Venezia, 27 luglio 2020

“Zaia e la Lega potrebbero fare qualcosa per gli animali domestici fin quando sono in vita, non solo dopo la loro morte. Invece in un’intera legislatura non sono riusciti, anzi non hanno voluto, approvare una legge per garantire maggiori tutele a cani e gatti. Comodo fare gli animalisti su Facebook e Twitter”. A dirlo è Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico e primo firmatario di un Pdl sugli animali da affezione, rimasto bloccato nella Commissione competente e mai arrivato a destinazione nell’assemblea di Palazzo Ferro Fini. L’occasione per ribadirlo è l’annuncio di un cimitero per animali da affezione tra Campalto e Tessera, rilanciato sui social dal governatore uscente. 

“Sicuramente un’iniziativa lodevole, però sull’amore di Zaia per gli animali abbiamo tanti, e legittimi dubbi, a partire dalle numerosissime leggi a sostegno delle lobby venatorie. Ma, restando all’ambito domestico, ricordo che in Quinta commissione sono stati esaminati il nostro Pdl e quello della Lega e il testo che ne è uscito approvato ci porta indietro nel tempo perché reintroduce la possibilità di tenere i cani alla catena, possibilità vietata dal 2014 da un’apposita legge. Il provvedimento di cui ero primo firmatario, invece, andava in tutt’altra direzione: riconosceva un ruolo ai volontari delle associazioni animaliste, prevedeva norme per contrastare il dilagante fenomeno del randagismo dei gatti a causa della mancata sterilizzazione e soprattutto aveva un capitolo dettagliato su divieti e sanzioni proprio per prevenire maltrattamenti: multe severe per chi detiene cani e gatti a catena, per taglio di coda e orecchie, utilizzo collari elettrici e detenzione di equini e bovini senza adeguati ripari, numerose misure per la tutela dei gatti abbandonati e colonie feline. Inoltre vietava le operazioni di selezione o di incrocio tra razze di cani o gatti per svilupparne l’aggressività, l’asportazione di denti e artigli, la messa in palio di animali durante fiere o sagre, l’allontanamento dei cuccioli di cani dalla madre prima di 60 giorni, l’esplosione di botti e fuochi artificiali in parchi, giardini e aree protette e l’esposizione a volumi nocivi per il loro udito. Se avessero avuto voce in capitolo, credo che i nostri amici a quattro zampe avrebbero apprezzato queste misure. A differenza della Lega di Zaia che non ne ha voluto sapere. Meglio fare l’animalista sui social e poi approvare nel chiuso del Palazzo norme che peggiorano la loro tutela e il loro benessere”.