Venezia, 19 maggio 2021

“Sono vicino a don Albino Bizzotto che conosco e stimo per la sua attività a fianco degli ultimi e per la sua sensibilità ambientale: mi auguro che questo lungo incubo sia definitivamente finito”. Così Andrea Zanoni commenta l’operazione della Guardia di finanza di Padova che ha sgominato il gruppo di undici persone di etnia sinti che per due anni hanno estorto soldi al sacerdote, fondatore e presidente dell’associazione ‘Beati i costruttori di pace’, prima manifestando stati di necessità rivelatisi del tutto inesistenti, poi passando anche alle minacce. “Immagino come possa sentirsi per essere stato ‘ripagato’ in questo modo da persone a cui ha voluto dare una mano e di cui si era fidato; è un episodio che mette davvero molta tristezza. Ci vorrebbero molti preti come lui, non solo in Veneto. Don Albino per aiutare il prossimo ha sempre dato tutto ciò che aveva, continua a lottare quotidianamente per i più poveri e a denunciare le devastazioni ambientali, nonostante abbia superato gli ottant’anni, anche con la sua rubrica su Radio Cooperativa. Merita davvero una solidarietà e un affetto trasversale per ciò che rappresenta”.