Venezia, 29 dicembre 2021

“L’allarme del procuratore Gratteri sul Veneto nuova frontiera della ‘ndrangheta può sorprendere, purtroppo, solo i più distratti. La penetrazione delle mafie è un tema sottovalutato per troppo tempo da parte della politica, qua le organizzazioni criminali hanno trovato scarsa resistenza sociale per la scarsa percezione del fenomeno: investono e non sparano quindi sono meno visibili, ma non meno pericolose”. Questo il commento Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico e presidente della commissione Legalità a Palazzo Ferro Fini alle parole del procuratore capo di Catanzaro sulla presenza delle mafie a Nord Est e in particolare in Veneto.

 

“Le inchieste dell’ultimo anno hanno dimostrato che parlare di infiltrazioni è riduttivo, siamo al pieno radicamento, approfittando della ‘distrazione’ di politica e società civile. Nel corso delle audizioni in commissione Legalità il procuratore antimafia di Venezia Bruno Cherchi aveva parlato anche di una pericolosa connivenza, evidenziando l’ampia area grigia di professionisti complici in attività di riciclaggio e le pochissime denunce o semplici segnalazioni da parte delle associazioni produttive e di categoria. E ricordo che nell’ultimo bilancio sono state tagliate in maniera drastica le risorse per le attività di promozione della legalità e contrasto alla criminalità organizzata; con il maxiemendamento finale siamo riusciti a recuperare ulteriori 50mila euro, ma sono sempre fondi insufficienti. Così come servirebbe un maggior coordinamento tra le varie autorità e le rispettive banche dati, in modo da potersi scambiare informazioni e attivare controlli in tempo reale”. 

 

“Tutto questo quando dovremmo invece alzare ulteriormente la guardia per tutelare il tessuto economico sano del Veneto, proteggendolo dalla concorrenza sleale di chi non ha problemi di liquidità e soprattutto in vista dell’arrivo dei fondi del Pnrr che rappresentano un’occasione d’oro per le mafie”.