Zanoni (PD): “Sviluppo sostenibile, documento condivisibile ma il Veneto è latitante. Per raggiungere gli obiettivi Onu servono fondi ed un preciso cronoprogramma”

  • Comunicato del 20 Luglio 2020

Venezia, 20 luglio 2020

“La relazione sulla strategia per lo sviluppo sostenibile ha affrontato molti problemi ed è in larga parte condivisibile: viene da chiedersi se a stilarla è la stessa maggioranza che ha governato il Veneto negli ultimi cinque anni, negazionisti dei cambiamenti climatici inclusi. Il documento avrebbe però meritato un ulteriore approfondimento e un preciso cronoprogramma con i vari step per arrivare agli obiettivi che ci chiede l’Onu con l’Agenda 2030. Serviva più incisività, visto che la strada da percorrere è lunga”. Così Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente, ha commentato la Pda relativa allo sviluppo sostenibile, ribadendo l’astensione del gruppo. 

 

“I numeri legati all’Agenda 2030 condannano il Veneto, inutile girarci attorno. Per quanto riguarda l’obiettivo ‘Vita sulla terra’ facciamo fatica ad allinearci non solo al resto d’Europa, ma anche alle altre Regioni italiane. Nel 2010 avevamo un punteggio pari a 75,6, sceso a 73,6 nel 2017: vuol dire che per tutela dell’ambiente e della biodiversità stiamo peggiorando”. 

 

Nel corso del suo intervento Zanoni ha illustrato altri dati poco rassicuranti: “Sulla sostenibilità dell’agricoltura stendiamo un velo pietoso, la superficie destinata al biologico è pari al 2,3% contro una media nazionale del 12,3%, mentre dal 2010 al 2018 si è registrato un incremento nella vendita di pesticidi del 34%, lo scorso anno ben 425 tonnellate di glifosato e 125 di metolachlor. L’ultimo report di Arpav su corsi d’acqua e falde che ricadono nel bacino scolante di Venezia ha evidenziato la presenza di nuovi insetticidi ed erbicidi”. 

 

Sul fronte dell’inquinamento dell’aria ha poi aggiunto, “il 90,5% delle centraline di rilevamento delle Pm 10 registra uno sforamento dei limiti per più di 35 giorni annui, il tetto massimo stabilito dalla legge. E ricordo che l’Italia è sotto procedura di infrazione dopo essere già stati condannata nel 2012 dalla Corte di giustizia europea proprio per la violazione della direttiva sulla qualità dell’aria. Anche sui gas serra siamo riusciti a far peggio del resto d’Italia con una diminuzione del 24% dal 2005 al 2015 anziché del 26,3% media nazionale”. 

 

Zanoni ha quindi sottolineato il problema dell’incremento del consumo di suolo, “abbiamo da due anni il triste primato italiano sia in percentuale che in superficie assoluta, eppure ci sono ancora casi come quello di Casale sul Sile dove si continua a costruire nuovi capannoni industriali su aree coltivate, asfaltando ben 50 ettari” e della fauna selvatica: “La Regione ha approvato un calendario venatorio che consente di sparare a specie di uccelli che l’Ispra aveva chiesto di tutelare come la Moretta e il Combattente e lo stesso ha fatto con Pavoncella e Moriglione, nonostante le indicazioni di Unione Europea e ministero dell’Ambiente. Inoltre in questi anni abbiamo assistito a una vera e propria strage di molte specie di volatili contro le barriere antirumore della Pedemontana, perché si è scelto di farle trasparenti e senza alcun adesivo anticollisione o con muri di cemento alti fino a otto metri. Negli altri Stati europei vengono fatte con alberature sempreverdi che aumentano la biodiversità, altro che cemento e vetro!”. 

 

“Come si vede ci sono grossi problemi, ribaditi anche nella relazione - ha concluso il vicepresidente della commissione Ambiente - Tuttavia senza scadenze precise su come affrontarli e risolverli, senza un preciso cronoprogramma affiancato dagli impegni di spesa, rischia di essere un documento fine a se stesso”.

 
 
   
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