Venezia, 11 settembre 2021

“Condivido totalmente l’appello lanciato da GenerazIone No Caccia e parteciperò alla manifestazione di sabato 25 a Vicenza. È giusto mobilitarsi in vista del nuovo Piano faunistico venatorio: la Regione deve legiferare nell'interesse del Veneto e dei veneti, e non in quello di una ristrettissima minoranza, che costituisce una percentuale da prefisso telefonico, lo 0,7% della popolazione”. Anche il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni annuncia l’adesione al sit in in programma sabato 25 a Vicenza, con appuntamento alle 16 a Campo Marzo. 

 

“Siamo alla vigilia della discussione di un provvedimento fondamentale per una gestione corretta della fauna e del territorio: non possiamo permettere che il nuovo Piano, atteso da 14 anni, sia appiattito sulle richieste delle associazioni venatorie. Il documento arrivato in Commissione mostra scarsa sensibilità sia per la tutela degli animali che per i diritti dei cittadini. Quest’ultimi, infatti, saranno costretti a una trafila burocratica per poter vietare la caccia sui propri terreni. È assurdo che serva una relazione tecnica sottoscritta da un professionista abilitato nonché autorizzazioni amministrative se la richiesta arriva da agriturismi o fattorie didattiche, corredate da documenti di attestazione delle attività svolte. E per di più il divieto non può essere superiore all’1% della superficie totale, non previsto dalla normativa nazionale. Così si invoglia i cittadini a lasciar perdere. Per gli appostamenti dei cacciatori, invece, basta una semplice comunicazione”.

 

“È poi prevista una superficie protetta in pianura pari al 18,47% del territorio cacciabile, quando il minimo fissato dalla legge statale è il 20%, in una forchetta che arriva fino al 30% - ricorda Zanoni - Anche la fauna selvatica deve fare i conti con cambiamenti climatici, consumo di suolo e distruzione di habitat: per questo dovremmo aumentare le tutele non diminuirle. Sarà uno degli obiettivi della nostra manovra emendativa, faremo il possibile per mettere dei freni ai desideri delle doppiette, così come per aumentare le superfici protette e semplificare le norme per chiedere di stoppare la caccia nei terreni privati”.