Venezia, 17 maggio 2018

“Alla fine il deferimento alla Corte di Giustizia europea è arrivato: inevitabile vista la pochezza delle azioni messe in campo per combattere lo smog. A cominciare dal nostro Veneto che in gran parte è una camera a gas”. Il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni commenta così la decisione della Commissione europea di deferire l’Italia per tre motivi: alti livelli di polveri sottili, rifiuti radioattivi e Xylella.

 

“Da tempo denunciamo che sul fronte dell’inquinamento ambientale la Giunta Zaia è latitante, gli sforamenti delle polveri sottili vanno ben oltre i limiti fissati dall’Europa, ovvero 35 giorni l’anno. A fine marzo, secondo i dati di Legambiente, Padova aveva già superato il tetto massimo per il 2018 mentre le altre province (a esclusione di Belluno) erano vicine. Finora le misure prese dalla Regione sono state insufficienti, per non dire inutili. Il Piano per il risanamento dell’aria è nato già vecchio e scollegato dal Piano energia, manca inoltre una regìa che coordini le azioni delle amministrazioni locali, ruolo che dovrebbe essere assunto dalla Giunta. Fin quando i Comuni procederanno in ordine sparso e a macchia di leopardo, le iniziative per combattere lo smog non potranno essere assolutamente efficaci”.

 

“Come Partito Democratico abbiamo sollecitato un’azione in tal senso più volte, l’ultima interrogazione è di un mese fa, ma ancora non ha avuto risposta. Ricordo che secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) ogni anno ci sono circa 461mila morti premature dovute all’inquinamento atmosferico, una cifra 20 volte superiore a quella degli incidenti stradali. E i danni non sono solo per la salute: dopo essere stata condannata già nel 2012 per violazione della Direttiva sulla qualità dell’aria stavolta con questo deferimento l’Italia rischia di dover pagare sanzioni per oltre un miliardo di euro. Anche non far niente ed essere poi multati - conclude Zanoni - è un modo per mettere le mani in tasca ai veneti”.