Venezia, 9 gennaio 2021

“Basta deroghe fuori legge per i cacciatori: il Veneto, come il resto d’Italia, è in zona arancione e non è ammissibile che le doppiette possano spostarsi liberamente al di fuori del Comune di residenza per andare a caccia. Un limite che è invece imposto a tutti gli altri cittadini, a meno che non si tratti di comprovate esigenze lavorative, di studio, motivi di salute, situazione di necessità o per usufruire di servizi altrimenti non disponibili. Neppure con un grande sforzo di fantasia la caccia può rientrare nell’elenco. Perciò la nuova circolare della Regione, come quella dello scorso 28 dicembre, viola il Dpcm del 3 dicembre sulle misure di contrasto al Covid 19. Non è accettabile, chiedo ai Prefetti di intervenire e non escludo di rivolgermi alla Magistratura”. Torna all’attacco sui privilegi ai cacciatori Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, che oggi, dopo aver letto la circolare trasmessa ieri, venerdì 8 gennaio, da Palazzo Balbi, ha scritto ai sette Prefetti del Veneto. L’iniziativa segue l’interrogazione indirizzata a Zaia lo scorso 30 dicembre di cui Zanoni è primo firmatario e sottoscritta anche dai colleghi Anna Maria Bigon e Vanessa Camani (PD), Cristina Guarda (Europa Verde) e Arturo Lorenzoni speaker di minoranza in Consiglio regionale.

“È una situazione di illegalità che, con l’inserimento della Regione in zona arancione disposto dall’ordinanza del ministro Speranza almeno fino al 15 gennaio, rischia di ripetersi anche la prossima settimana, con l’ennesima circolare per compiacere gli amici degli amici. Trovo particolarmente grave che in un momento del genere, con i contagi in crescita nonostante le misure più stringenti di contenimento e i maggiori sacrifici e limitazioni chiesti a tutti i comuni mortali, con il tracciamento che ormai è saltato, gli ospedali e i servizi sanitari vicini al collasso, con il personale sanitario allo stremo, con le Rsa e i centri dei disabili non autosufficienti che vivono un vero e proprio dramma, Zaia pensi ad una sorta di ‘casta’ esente dalle restrizioni. Una disposizione che oltretutto sta mettendo in difficoltà gli addetti alla vigilanza e rischia di essere una ‘trappola’ anche per i cacciatori, indotti a violare la legge e passibili così di sanzioni pesanti, da 400 a 1000 euro. Ma, al di là dell’eventuale multa, è inaccettabile la disparità tra veneti di serie A e di serie B ratificata nero su bianco dalla Regione. Per questo chiedo ai Prefetti di intervenire con urgenza, verificando la difformità e violazione delle legge statali in materia di contenimento della pandemia Covid 19 e nel caso di emanare i provvedimenti necessari per il rispetto della normativa statale vigente, per garantire la salute della comunità di loro competenza”.

 

 

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