Venezia, 11 novembre 2020

“Una condanna annunciata, da anni denunciamo come le misure prese per contrastare lo smog siano inefficaci. Sono molto preoccupato perché l’inquinamento da Pm 10 ha costi umani, ambientali ed economici decisamente pesanti”. Così Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico e presidente della Quarta commissione, commenta la sentenza della Corte di Giustizia Ue nei confronti dell’Italia per la violazione sistematica tra il 2008 e il 2017 della Direttiva sulla qualità dell’aria per quanto riguarda i valori limite di Pm10, accogliendo così il ricorso per inadempimento presentato dalla Commissione europea. “Siamo già stati condannati nel 2012, con questo responso rischiamo multe miliardarie”, avverte. 

 

“Principale ‘responsabile’ è la Pianura Padana, vera e propria camera a gas d’Italia e d’Europa. Non a caso, come riportato dal recentissimo studio della società olandese CE Delf  dello scorso ottobre e a cui ha collaborato Legambiente, qua si concentrano i maggiori costi sociali per i cittadini. La media italiana è di 1.400 euro annui a persona spesi per far fronte ai danni derivanti dall’inquinamento atmosferico (ricoveri ospedalieri, perdita di benessere, impatti indiretti sulla salute e, quindi, riduzione dell’aspettativa di vita). Cinque capoluoghi veneti sono ben oltre: Padova 2.455 euro, Venezia 2.106, Verona 1.902, Vicenza 1.815 e Treviso 1.731 con un’incidenza media sul Pil del 6,4%”.

 

“Ma a destare allarme - prosegue il consigliere democratico trevigiano - dovrebbero essere anche i numeri riguardanti le vittime: secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente (organo tecnico-scientifico dell’Ue) del 2019 su dati 2017, in Italia ci sono oltre 75mila morti premature per smog: 14.600 per biossido di azoto, 3mila causa ozono e 58.600 per polveri sottili Una strage che continua a passare sotto silenzio e che invece richiederebbe un’assunzione di responsabilità a ogni livello istituzionale”. 

 

“In Veneto - ricorda Zanoni - abbiamo più volte chiesto nelle varie sessioni di bilancio di aumentare gli incentivi per l’installazione di filtri di nuova generazione per gli impianti a biomassa domestici che, secondo i dati Arpav, sono ai primi posti dopo il traffico veicolare e gli impianti industriali per l’emissione di polveri sottili. Al tempo stesso abbiamo proposto analoghe misure per incentivare sistemi di riscaldamento a energia elettrica proveniente da fotovoltaico e per l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi anche per il trasporto pubblico che deve assolutamente essere rafforzato. Finora le misure e i fondi destinati dal Veneto sono stati del tutto insufficienti, come dimostrato dai bollettini dell’Arpav. Infine sarebbe opportuno eliminare ogni deroga per l’accensione di fuochi all’aperto, come quelli agricoli e i Panevin, una tradizione che è diventata una gara di ostentazione a chi fa il falò più alto e che non ci possiamo più permettere. Inoltre - conclude Zanoni - andrebbero intensificati i controlli e inasprite le sanzioni per chi brucia i rifiuti”.