Venezia, 14 giugno 2021

“Sulle grandi strutture di vendita crediamo che la provincia di Treviso abbia già dato, lo certificano i numeri: non si può continuare su questa strada, consumando ancora suolo e danneggiando i piccoli esercenti contribuendo così a svuotare il centro di paesi e città”. A dirlo è Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico in merito al nuovo centro commerciale che dovrebbe nascere a Montebelluna su un’area di 25mila metri quadri, nei pressi del casello della Pedemontana Veneta. 

 

“Di questo progetto se ne parla da oltre vent’anni, ma non si può pensare che il mondo sia fermo ad allora. In provincia di Treviso abbiamo già 83 grandi strutture per una superficie di vendita di 387.756 metri quadri, di cui quattro proprio a Montebelluna. In Veneto ci sono 576,6 metri quadri ogni mille abitanti contro la media  nazionale di 413,9, primato italiano. A queste vanno aggiunte altre 976 medie strutture. Dire che siamo saturi è quasi un’ovvietà e stride con le continue chiusure di negozi al dettaglio, situazione peggiorata con la pandemia. È dimostrato, inoltre, che la creazione di posti di lavoro nella grande distribuzione comporta una perdita di occupazione nei piccoli esercizi, il rapporto è di uno a sei. Non possiamo permettere che i centri storici dei nostri paesi diventino degli enormi dormitori. C’è poi il problema dell’ambiente e del consumo di suolo: da tre anni il Veneto è al primo posto in Italia, come certificato dall’Ispra, grazie a una legge ‘vuota’, piena di deroghe che si è rivelata solo un manuale delle buone intenzioni. In Veneto ci sono 11mila capannoni vuoti, aree industriali abbandonate ma, anziché rigenerare e riqualificare, si preferisce cementificare ancora. Con il benestare della Regione”.

 

Sulla questione interviene anche Davide Quaggiotto, capogruppo del Partito Democratico - Il futuro adesso in consiglio comunale a Montebelluna: “Condivido quanto dichiarato dal consigliere regionale Zanoni e aggiungo che la presenza di 83 grandi strutture di vendita dimostra che in questi anni c’è stata una politica regionale che ha favorito la nascita di queste strutture a discapito dei piccoli esercenti. Anche a Montebelluna è previsto che nasca un nuovo grande centro commerciale la cui storia nasce prima degli anni 2000. Questo è stato ereditato dalla precedente amministrazione di centrosinistra insieme a delle cause legali e a 400.000 euro circa di spese da pagare per scelte fatte dalle amministrazioni presenti in passato in merito a questa faccenda. Durante il mandato delle amministrazioni progressiste del primo decennio del 2000 è stato ridimensionato, facendo quanto possibile dal punto di vista giuridico per limitare le conseguenze negative. Recentemente è stato invece ampliato in cambio di nuove risorse. Questa grande struttura di vendita prevista in un’altra epoca è anacronistica: gli studi condotti sul commercio dimostrano che la categoria dei grandi centri commerciali è superata dalle nuove tendenze economiche; condividiamo in pieno gli appelli di Confcommercio”.