Venezia, 30 aprile 2021

“È inaccettabile continuare a morire di lavoro come accaduto ieri a Montebelluna: per fare vera prevenzione, oltre alla formazione sono necessari più controlli. Ma, come continuano a denunciare i sindacati, gli ispettori Spisal sono sempre troppo pochi. La Regione aveva promesso di rinforzare gli organici, ma ciò è avvenuto solo parzialmente e spesso in sostituzione di addetti andati in pensione. Nella Marca ne mancherebbero 14, ma i numeri sono forse più alti poiché in questi mesi parte del personale è impiegato nelle attività di supporto logistico ai punti vaccinali, dopo essere stata impegnata nei Covid Point per fare i tamponi. Nel frattempo gli infortuni nelle fabbriche e nei campi continuano. Così non va!”. A dirlo è Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, insieme ai colleghi Francesca Zottis, Anna Maria Bigon e Jonatan Montanariello, commentando quanto accaduto a Montebelluna, dove un giovane operaio è rimasto schiacciato da un bancale di impalcature del peso di 15 quintali caduto da una gru nel cantiere dove lavorava. “Tutta la vicinanza ai familiari, non si può morire in questo modo, apprendere che aveva appena 23 anni fa ancora più male”, ribadiscono annunciando anche una nuova interrogazione per sapere come e quando verrà aumentata la dotazione di personale. “Avevamo fatto la stessa domanda un anno fa, in considerazione del fatto che con la pandemia i controlli sarebbero stati più complessi poiché avrebbero riguardato il rispetto delle misure imposte dall’emergenza sanitaria, nessuno ha risposto”. 

 

“Sula tragedia di Montebelluna - sottolinea Zanoni - la magistratura dirà se l’incidente è dovuto alla scarsa manutenzione dei mezzi, però non dovrebbe mai accadere che una persona debba lavorare sotto dei carichi sospesi: è difficile parlare di fatalità. Torniamo a chiedere maggiori controlli, specialmente in settori in cui c’è un forte ricorso al subappalto e sanzioni più severe. Il Primo maggio, festa del lavoro, sia l’occasione per riflettere su questo: sulla necessità di ‘buona occupazione’, di lavoro sicuro sotto ogni punto di vista. I dati nella provincia di Treviso continuano a essere drammatici: nel 2020 nonostante il lockdown e la chiusura per mesi di molte aziende ci sono state 13 morti bianche più altre 4 vittime del Covid contratto sul posto di lavoro, 12.260 infortuni denunciati (33 al giorno) e quest’anno siamo a 1.893 nei primi due mesi dell’anno; dal 2015 al 2020 i morti sono 78.. Il Patto siglato nel 2018 dalla Regione con le parti sociali deve diventare realtà in ogni sua parte: con i numeri attuali, in media, un’azienda viene ispezionata una volta ogni 25 anni. Praticamente mai”.

 

“Appena due giorni fa - aggiungono i consiglieri dem - si è celebrata la Giornata mondiale per la sicurezza e salute sul lavoro, con tre obiettivi ricordati anche dalla Regione sui social: mantenimento e promozione della salute e della capacità operativa dei lavoratori; miglioramento dell'ambiente di lavoro e del lavoro stesso per favorire la sicurezza e la salute dei lavoratori; sviluppo di organizzazioni lavorative e di culture del lavoro in una direzione che supporti la salute e la sicurezza sul lavoro e così facendo promuova un clima sociale positivo e possa migliorare la produttività delle imprese. Concetti più che condivisibili, adesso però si passi dagli spot su Facebook ai fatti”.