“Sono sconcertato del comportamento del consigliere Barbisan, dal punto di vista politico e umano. Le accuse nei miei confronti di fare allarmismo per tornaconto personale si commentano da sole: lui vorrebbe punire chi sta cercando di fare chiarezza per tutelare la salute dei cittadini, io invece vorrei che finalmente venisse punito chi ha inquinato le falde di cinque Comuni”.

Così Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, replica alle accuse lanciate dal collega della Lega Nord Riccardo Barbisan sul caso della presenza del mercurio nelle falde acquifere. Un problema che riguarda Quinto, Treviso, Casier, Preganziol e in minoima parte Mogliano, affrontato lunedì sera in un’affollata iniziativa organizzata dai circoli del PD dell’area interessata, proprio a Preganziol.

“A distanza di sette anni la fonte dell’inquinamento è ancora sconosciuta, per questo ho presentato un emendamento al bilancio chiedendo alla Giunta di stanziare 300mila euro per uno studio idrogeologico da far realizzare ad Arpav o ad un’Università. Dobbiamo individuare la causa primaria, altrimenti verranno contaminate aree sempre più vaste, con pesanti ricadute ambientali ed economiche. Non si tratta di una battaglia di ‘bandiera’, è interesse di tutti arrivare a una soluzione. La scorsa settimana – ricorda il consigliere dem - ho voluto incontrare Barbisan per sottoporgli i contenuti del mio emendamento, in modo da ottenere un aiuto per l’approvazione dato che la contaminazione da mercurio riguarda anche la sua zona. Anziché ricevere una risposta, positiva o negativa, mi trovo attaccato violentemente sulla stampa. Oltre a imparare la buona educazione, il collega Barbisan dovrebbe capire che i problemi vanno affrontati e non minimizzati – contrattacca Zanoni – Abbia almeno l’umiltà di informarsi e legga i documenti prima di parlare. Dalle dichiarazioni si capisce che non sa niente della questione, magari neanche dei tre milioni a carico dei contribuenti spesi da Comuni e Consorzi acquedottistici per interventi di varia natura, senza però che la fonte dell'inquinamento sia stata scoperta”.

“Visto che Barbisan cita l’Arpav e sostiene che i monitoraggi sono più che sufficienti, lo invito a leggere la relazione di giugno della stessa Agenzia, dove viene smentita la sua fantasiosa teoria secondo cui l’inquinamento da mercurio è in calo. Se avrà la pazienza di sfogliare quelle pagine, scoprirà che sui 20 pozzi monitorati, ben quattro, due a Treviso e due a Preganziol, hanno un trend addirittura in aumento. Visto che poi mi dà del disonesto per l’accostamento con la vicenda Pfas, gli ricordo che le autorità non si sono limitate a scoprire l’inquinamento delle falde acquifere ma hanno proceduto a dei monitoraggi fino a quanto non è stata trovata la fonte, la ditta Miteni di Trissino. Lo prevede la legge, in modo da poter mettere tutto in sicurezza e procedere, ove possibile, con la bonifica, la denuncia dei responsabili e la richiesta dei danni. Sminuire il caso - conclude la nota di Zanoni - non è utile a risolverlo, peggio ancora cercare di far calare il sipario sulla vicenda. Infatti, mentre Barbisan straparla, l’area coinvolta si è allargata fino alle porte di Mogliano”