Venezia, 6 maggio 2021

 

“La criminalità organizzata è sempre più strutturata in Veneto ma al tempo stesso sempre meno visibile e questo rappresenta il vero pericolo. Non ha bisogno di gesti eclatanti per mangiarsi fette rilevanti della nostra economia e con i soldi del Recovery Fund in arrivo ci sarà bisogno di rafforzare le azioni di contrasto e renderle più efficaci. La relazione di martedì del professor Antonio Parbonetti dell’Università di Padova ha tracciato un quadro ben poco rassicurante: le mafie hanno affinato le strategie di infiltrazione e sono pienamente radicate”. Andrea Zanoni, presidente della Quarta commissione che ha tra le proprie competenze la promozione della legalità, torna sull’audizione di due giorni fa, con al centro la presenza della criminalità organizzata e mafiosa in Veneto, sotto l’aspetto economico, giuridico e sociale.

 

“I numeri sono impressionanti: analizzando 21 operazioni di polizia giudiziaria, sono 386 le aziende criminali operanti in Veneto e riconducibili in primis alla ndrangheta, 226 e quindi alla camorra. Ben 215 si trovano in provincia di Venezia, seguita da Treviso con 65, Padova a quota 57 e Verona con 26 con un giro di affari di due miliardi. Sono attive soprattutto nel settore edile (34,8%), commerciale (13,6%) e immobiliare (12,7%), in percentuale superiore alle altre regioni italiane così come per quanto riguarda il manifatturiero e le aziende operanti nel settore ‘servizio acqua e rifiuti’, un dato particolarmente inquietante. Il giro di affari è di 1,5 miliardi e dalla relazione emerge come il Veneto, insieme a Lombardia ed Emilia-Romagna contribuisca a generare la maggior parte, oltre il 60%, del fatturato, con circa il 43% degli investimenti”.

 

“Oltre ai numeri, a preoccupare enormemente è la strutturazione su doppio binario, con attività illecite e lecite, di copertura, che rendono le aziende criminali più difficili da intercettare. E l’arrivo delle risorse collegate al Recovery Fund rappresenta un’occasione imperdibile per incrementare il giro di affari. Per questo crediamo sia indispensabile che tutte le istituzioni alzino le antenne e vigilino con maggiore incisività: se non combattiamo la mafia seriamente ci troveremo con un mostro in casa sempre più forte. Mostro favorito dalla situazione economica conseguente al Covid: il calo dei ricavi, l’impossibilità di ridurre almeno una parte dei costi fissi e i problemi di liquidità rende un numero crescente di imprese particolarmente vulnerabili”.