Venezia, 20 luglio 2021

“Nonostante le dichiarazioni dell’assessore Corazzari, il Cras (Centri recupero animali selvatici) di Treviso è rimasto chiuso per diverse settimane a inizio anno e la situazione degli altri Centri in Veneto resta difficile. Mi auguro che la Regione affronti il problema delle aree scoperte, perché ad oggi sono attive solo quattro strutture, Rovigo, Verona, Vicenza e quella della Marca, ovviamente in forte sofferenza per l’elevato numero di animali che vi entrano”. È quanto ha detto Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, dopo aver ascoltato la risposta dell’assessore Corazzari all’interrogazione riguardante la sospensione del servizio dallo scorso 31 dicembre del Cras di Treviso, sottoscritta anche dai colleghi Bigon, Lorenzoni e Guarda. “L’interrogazione era stata presentata a inizio gennaio e la riposta arriva dopo oltre sei mesi, una pessima abitudine che si conferma. La situazione adesso è risolta, il Cras è gestito da un gruppo di associazioni di tutela dell’ambiente e degli animali con Progetto Riccio Europeo (capofila), Lav, Leidaa, Opia, Wwf e Lipu, grazie alla convenzione firmata ad aprile. C’è comunque stato un buco di operatività, con conseguenze negative sugli animali. L’assessore ha parlato di un nuovo modello organizzativo in atto che dovrà poi entrare a regime: attendiamo di capire come funzionerà, l’importante è che i Cras vengano istituiti nelle province sprovviste e dotati di fondi sufficienti, poiché oggi non bastano neanche per il pronto soccorso previsto dalla legge: è impensabile, per fare un esempio, che dal confine con il Friuli si debba andare fino a Rovigo per portare un animale ferito, visto che la provincia di Venezia, come Padova, fa riferimento al capoluogo polesano o che manchi un Cras nelle Dolomiti Bellunesi”.