Venezia, 20 settembre 2021

“I femminicidi sono un’emergenza nazionale, non da oggi e la politica, a ogni livello, deve dare risposte forti, sia sul piano della prevenzione facendo un lavoro culturale fin dalle scuole, sia sul fronte della protezione perché spesso le vittime denunciano inutilmente quelli che poi saranno i loro carnefici. E naturalmente sulla repressione, con pene più severe. Ma in Veneto abbiamo anche un serio problema con le armi, ne circolano troppe”. È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, tornando sull’orrenda serie di femminicidi avvenuti in Veneto, quattro in due settimane: Chiara Ugolini, Rita Amenze, Alessandra Zorzin e Doriana Cerqueni. 

 

“Tre di loro sono state ammazzate con armi da fuoco: questo non rende certo meno grave il quarto assassinio ma evidenzia che c’è un ulteriore problema da affrontare. Il marito di Rita Amenze era già stato condannato per aver picchiato la precedente compagna e perciò gli era stato revocato il porto d’armi: perché aveva ancora con sé la pistola? Il killer di Alessandra Zorzin in passato si era sparato a una gamba con la pistola d’ordinanza, mentre era in auto con la fidanzata, un episodio mai del tutto chiarito: com’è possibile che gli sia stata confermata l’abilitazione da guardia giurata? Infine il padre di Doriana Cerqueni aveva 88 anni: le licenze per detenere armi valgono cinque anni, indipendentemente dall’età, mentre per gli over 80 il rinnovo della patente avviene ogni due, e in genere non sono previsti esami clinici o psichiatrici. Sono cose che dovrebbero far riflettere la politica. Abbiamo un ex vice presidente del Consiglio che fa regolarmente passerella alla Fiera delle armi, in Consiglio la scorsa legislatura è stato approvato un regolamento che di fatto permette di entrare nei siti regionali con una pistola, con esclusione del Consiglio,  se si detiene un porto d’armi per difesa personale. Dobbiamo dare un’ulteriore stretta - avverte il consigliere PD - Negli Usa, dove il loro possesso è un diritto costituzionale, nel 2017 ci sono stati 39.773 morti a causa delle armi, il tasso di omicidi ogni 100 mila persone è di 5,4: davvero è quello il modello a cui qualcuno vorrebbe ispirarsi? Va inoltre detto che in caso di omicidi-suicidi con le armi, come due dei casi accaduti in Veneto, è solo con le restrizioni di vendita e possesso che si possono prevenire questi crimini, dato che sarebbe impossibile l’applicazione delle pene”.