Venezia, 8 gennaio 2021

“È sconsolante confrontarsi con un assessore che non sa di cosa parla o che ha davvero la memoria troppo corta: i 180mila euro per i Centri recupero della fauna selvatica non sono il doppio dell’anno precedente, ma 34mila in meno, visto che ne furono stanziati 214mila. In tutto sono 25.700 a provincia, per strutture che si trovano a curare anche 2mila esemplari l’anno, una vera miseria. E a proposito della ‘continuità’ delle attività dovrebbe sapere che il 2 gennaio scorso, non secoli fa, la Polizia provinciale di Treviso ha inviato un messaggio alle associazioni animaliste e ambientaliste annunciando che ‘dal primo gennaio 2021 il servizio di recupero della fauna selvatica in difficoltà del centro regionale di Treviso è sospeso’. E questo grazie alla ‘solerzia’ della Regione che non ha rinnovato la convenzione con la Provincia”. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico Veneto, ribatte duramente all’assessore alla Caccia Cristiano Corazzari riguardo la polemica sul funzionamento dei Cras. 

“I Centri sono allo stremo e non possono svolgere le normali attività. Ricordo che tra i loro compiti, previsti dall’articolo 5 della legge regionale 50/1993 c’è quello della prima accoglienza, ricezione e riabilitazione e pronto soccorso veterinario della fauna selvatica in difficoltà. Fanno bene Lac, Lav, Lipu, Oipa, Wwf e Progetto Riccio Europeo a rivolgersi alla magistratura: grazie a questo disservizio, stando a quanto riferito da media e associazioni di tutela ambientale, sono già morti un barbagianni e un cigno, specie particolarmente protette, come riportato in un elenco specifico previsto dalla legge statale, che consiglio a Corazzari di leggere. Per l’uccisione di questi animali si rischia l’arresto, invito perciò l’assessore a non scherzare troppo col fuoco, per evitare di bruciarsi”. 

“Anziché dare numeri e informazioni sbagliate - insiste Zanoni - Corazzari dovrebbe sollecitare i suoi funzionari a non fare scivoloni, dando disposizioni illegali per andare a caccia uscendo dal Comune di residenza nonostante la zona arancione. Proverei un forte imbarazzo ad essere l’assessore dei due pesi e delle due misure. Da una parte con una circolare si viola la legge in favore degli amici degli amici, dall’altra si blocca un servizio previsto dalla normativa regionale e nazionale. Un bel modo per chiudere male il 2020 e ripartire peggio nel 2021. Invece di rilasciare dichiarazioni irricevibili - aggiunge in chiusura il consigliere PD - Corazzari risponda alle nostre due interrogazioni di dicembre su Cras e fauna selvatica, chissà che non impari qualcosa su come la Regione sta smantellando il servizio”.