Venezia, 7 settembre 2021

“Mesi di silenzio prima di rispondere alle interrogazioni su Cava Morganella per poi annunciare che il procedimento è ancora in itinere. Non però una valida giustificazione per la mancata comunicazione ai Comuni e agli altri enti interessati, dalla Provincia di Treviso ad Arpav fino all’Alto Trevigiano Servizi”. È quanto afferma Andrea Zanoni dopo aver ascoltato la risposta dell’assessore Bottacin a una doppia interrogazione del consigliere PD della Marca, la prima (sottoscritta dai colleghi Anna Maria Bigon, Vanessa Camani, Francesca Zottis, Cristina Guarda, Arturo Lorenzoni, Elena Ostanel ed Erika Baldin) risalente allo scorso marzo.

 

“Restano ancora troppi nodi da sciogliere su questo progetto, fermo praticamente dal 2007 e autorizzato l’ultimo dell’anno, il 31 dicembre 2020, da un funzionario all’ultimo giorno di lavoro come responsabile dell’area Tutela e sviluppo del territorio. Un progetto, come abbiamo più volte dimostrato, approvato in violazione di precise disposizioni di legge della Regione attualmente in vigore. In ogni caso, dalla risposta dell’assessore, veniamo a sapere che a distanza di sette mesi, non c’è l’autorizzazione completa, con tutti gli adempimenti del caso. Stando alla risposta dell’assessore l’ultimo parere tecnico della Via, necessario per l’autorizzazione, è del 2015: è evidente come l’ampliamento fosse sparito dai radar per poi ritornare con modalità tutt’altro che trasparenti. Spero che ci pensino i giudici amministrativi del Tar di Venezia a fare luce sulla vicenda, grazie al ricorso di una Giunta comunale, quella di Ponzano Veneto, che fa parte della stessa maggioranza che governa la Regione Veneto. Regione che, quando i cavatori chiedono, è sempre puntuale nel rispondere di sì. Anche se ci sono delle precise norme, come in questo caso, che impediscono un’autorizzazione di approfondimento fino a 60 metri, dagli attuali 40”.