Zanoni (PD): “Autorizzazione illegale a Cava Morganella, depositerò personalmente la denuncia nelle mani del magistrato competente”

 

Venezia, 5 maggio 2021

“Cava Morganella continua a essere un tasto dolente per la Lega, ma zittire chi cerca di fare il proprio lavoro non è la strada giusta. Ieri in commissione Sanità Zaia ci ha sfidato dicendoci ‘Se ne avete il coraggio andate in Procura’. Lo rassicuro: in merito all’autorizzazione sullo scavo sottofalda data dal funzionario Nicola Dell’Acqua il 31 dicembre, sarò il primo firmatario della denuncia, che depositerò personalmente nelle mani del magistrato competente”. Ad annunciarlo è Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico che ha fatto un passaggio sul tema durante l’audizione di ieri in Quinta commissione.  “La questione Morganella porta alla luce un sistema che andrebbe messo sotto la lente di ingrandimento della magistratura: perché un rappresentante della commissione regionale di Valutazione di impatto ambientale, uomo della Lega, conta di più dei pareri degli avvocati e dirigenti di settore della Regione?”.

 

“Durante il suo lunghissimo intervento ho apprezzato il riferimento di Zaia alla ‘legalità’, come parola d’ordine per i tecnici. Giusto, ma come ha detto proprio il conduttore di ‘Report’ Sigfrido Ranucci, ‘la legalità non la possiamo evocare come una maglietta, che te la sfili la sera, la rimetti in un cassetto e poi la indossi quando vuoi’. Ne abbiamo un esempio calzante che ho ricordato in aula: il direttore del settore Ambiente Nicola Dall’Acqua, ha festeggiato l’ultimo dell’anno autorizzando il progetto di approfondimento in falda di Cava Morganella, dai contenuti palesemente illegali come già era stato confermato precedentemente dal  direttore del settore Cave della Regione, dal presidente e dal vicepresidente della commissione per la Via, la Valutazione di impatto ambientale. I tecnici Zaia li mette davanti per la pandemia e i morti mentre per la cava li nasconde e non li ascolta. Incalzato su questo atto illegale, ha preferito tacere, a differenza della presunta denuncia a Pennacchi che ha voluto smentire con decisione. Ma perché di un argomento così delicato non si può parlare?  Ieri nella seduta fiume della commissione Sanità, iniziata alle 12 e finita alle 21.22, con ben 9 ore e mezza di interventi, 37 in totale, 18 della maggioranza (Zaia, Brescacin, Lanzarin, Villanova, Bet, Valdegamberi, Rizzotto, Venturini, Rigo, Zecchinato, Speranzon, Pan, Favero, Marcato, Piccinini, Razzolini, Soranzo, Formaggio) 10 di minoranza (Lorenzoni, Bigon, Zottis, Ostanel, Baldin, Montanariello, Guarda, Zanoni, Camani, Possamai), 9 dei funzionari (Luciano Flor, Antonia Ricci, Mario Rasso, Francesca Russo, Mario Sala, Paolo Fattori, Paolo Rosi, Roberto Toniolo, Francesco Benazzi) gli unici ad essere stati interrotti dalla presidente leghista Sonia Brescacin siamo stati in due, io e la collega Guarda. Perché? Abbiamo citato Cava Morganella e ci ha detto che dovevamo attenerci al tema. Quasi dieci ore di dibattito dove tutti hanno tirato in ballo di tutto, poeti e pure gatti e furetti e la presidente è rimasta silente. Così come è rimasta zitta di fronte frasi offensive e ben poco istituzionali arrivate a più riprese dagli esponenti di maggioranza. Lì andava tutto bene. Eppure con la collega Guarda stavamo parlando di rispetto della legalità, su cui si era espresso proprio Zaia. Vorrà dire che quando depositerò la denuncia al magistrato racconterò anche questo piccolo ma significativo dettaglio”.