Venezia, 27 settembre 2021

“Andare a mettere mano alle norme urbanistiche del turismo, fissando deroghe importanti in territori spesso vincolati è veramente un terreno minato e infatti, dopo due anni dall’approvazione della legge sugli alberghi diffusi con la possibilità di riconvertire persino fienili e pollai, non sono ancora stati individuati i Comuni interessati. Un provvedimento frutto di un emendamento presentato durante il dibattito in aula, senza essere esaminato dalla commissione Ambiente e Infrastrutture e questi sono i risultati. Non è così che si legifera nell’interesse dei veneti”. A dirlo è Andrea Zanoni che nei giorni scorsi ha ricevuto dall’assessore Calzavara la risposta a un’interrogazione, depositata a luglio e sottoscritta dalle colleghe dem Anna Maria Bigon e Francesca Zottis e da Erika Baldin del Movimento Cinque Stelle, in merito a uno degli articoli più discussi della legge 29/2019 sull’adeguamento ordinamentale.

 

“Un emendamento che ha dato l’ennesima delega in bianco alla Giunta e che, per fortuna, non ha ancora prodotto effetti. È comprensibile, come ha detto l’assessore,  che ci siano delle istruttorie da farsi per definire i Comuni interessati e che ci siano delle difficoltà, probabilmente non solo di ordine tecnico e procedurale, ma lo sapevamo e perciò a suo tempo avevamo contestato il blitz in aula. Dovremmo fare delle norme in maniera più oculata, discutendo e confrontandoci. Evitando tra l’altro di creare enormi aspettative nei territori, perché tutti quelli che avevano un pollaio, una stalletta, un garage o un’attività agricola in determinate zone già pregustavano l’affare e per ora sono rimasti a bocca asciutta. L’auspicio, in realtà, è che questo provvedimento venga abbandonato, scongiurando ulteriore cementificazione, specialmente nelle Colline diventate patrimonio Unesco”.