Venezia, 10 agosto 2021
“Su ‘Veneto cantiere veloce’ è calato ciò che per mesi, fino all’ultimo minuto prima dell’approvazione del provvedimento, avevo paventato in qualità di relatore di minoranza. Il Consiglio dei ministri ha infatti impugnato la legge varata a fine giugno, motivando la decisione col fatto che ‘talune disposizioni, ponendosi in contrasto con la normativa statale di principio in materia di edilizia e governo del territorio, violano l'articolo 117, terzo comma, della Costituzione’. Era una svolta inevitabile, facilmente prevedibile e peraltro fuori da ogni ombra di speculazione politica, vista l’ampia maggioranza trasversale di questo Governo di cui fa parte la Lega”.
Il commento è del consigliere regionale del PD e componente della commissione urbanistica, Andrea Zanoni.
“Eppure, malgrado i campanelli d’allarme sulla incostituzionalità della legge, la maggioranza ha voluto procedere ugualmente. Senza ascoltare nessuno, dai costruttori edili che temevano un ingigantimento di cavilli e ricorsi fino a chi denunciava il forte conflitto con il Codice dei beni culturali e del paesaggio, con pericolo appunto di annullamento del provvedimento. E’ stato un azzardo, che ora avrà conseguenze lesive, quello di voler procedere a tutti i costi con un impianto normativo che di fatto va in senso contrario a quello che dovrebbe essere un principio inviolabile e che va ribadito ancora una volta: quello del rispetto della legislazione di rango superiore dello Stato. A tutto ciò – conclude Zanoni - si aggiunge il fatto che il consumo di suolo sta divorando la nostra regione e che troppi incidenti stanno funestando i lavori nei cantieri. Avremmo insomma bisogno di leggi per la tutela dell’ambiente e per la sicurezza invece di una legge che, già dal nome, partiva sbagliata”.