Venezia, 3 marzo 2022

“Aumenta la produzione di rifiuti speciali e l’autonomia delle discariche è sempre più ridotta: probabilmente va ritarato il Piano dei rifiuti, dobbiamo puntare con maggior convinzione sull’innovazione dei processi produttivi e l’economia circolare. I dati illustrati oggi dal direttore generale di Arpav sono preoccupanti”. Questo il commento di Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, a proposito del Rapporto 2019 sulla produzione e gestione di rifiuti speciali in Veneto votato oggi, con l’astensione della minoranza, in Seconda commissione. 

 

“Siamo la seconda regione d’Italia per produzione, con un costante aumento dal 2014 in poi. Nel 2019 - fa sapere Zanoni -  la produzione totale si è attestata intorno a 16,3 milioni di tonnellate (+5,2% sul 2018) di cui 1,1 milioni pericolosi (pari al 7%), 6,8 da Costruzione e Demolizione non pericolosi (41%) e 8,5 non pericolosi (52%). Invece di andare verso l’economia circolare nell’ottica di una maggiore sostenibilità, stiamo proseguendo sulla strada opposta”.

 

“Nel dettaglio - aggiunge - abbiamo un problema con i materiali inerti derivanti dal recupero di rifiuti da costruzione e demolizione, perché non riusciamo a collocarli. Nel Piano cave avevamo proposto un emendamento che prevedesse l’obbligatorietà del loro utilizzo, in una determinata percentuale, al posto della ghiaia ma venne bocciato. Fortunatamente la maggioranza ci ha ripensato: scopro infatti con soddisfazione che nella proposta di Piano che arriverà a breve in Commissione viene previsto nel sistema delle stazioni appaltanti, all’articolo 30, l’obbligo del loro impiego, almeno per il 40% sul totale del materiale per le costruzioni. È sicuramente una buona notizia. Meno bene, invece, il dato sul volume residuo delle discariche per i rifiuti non pericolosi: abbiamo un autonomia di appena un anno e mezzo, ciò significa che a breve la Regione dovrà purtroppo autorizzare nuovo impianti”. 

 

“Il report conferma come sia non più rinviabile la riconversione del comparto produttivo verso modelli circolari, producendo meno rifiuti e con la possibilità di riciclarli. È necessario efficientare i processi di recupero riammodernando gli impianti esistenti, collegandosi alle misure del Pnrr che ha una scheda dedicata all’economia circolare con relativi fondi. La Regione deve fare in modo che agli imprenditori del del settore vengano destinate le risorse utili per rendere il sistema sostenibile: più riciclo, meno discariche e meno inceneritori”.