Venezia, 6 settembre 2021

“Piena solidarietà a monsignor Pizziolo: è incredibile leggere insulti a chi denuncia una situazione da troppo tempo fuori controllo, di cui la politica regionale è pienamente responsabile”. A esprimere vicinanza al vescovo di Vittorio Veneto, pesantemente offeso per la sua lettera su tutela dell’ambiente e della biodiversità, con particolare riferimento alla monocoltura vitivinicola e all’abuso di pesticidi, è Andrea Zanoni, consigliere regionale PD.

 

“Il via libera della Regione a ulteriori seimila ettari di vitigni glera per il Prosecco è solo l’ultimo atto di un’azione miope. In 10 anni le Giunte Zaia hanno elargito finanziamenti al vitivinicolo per 480 milioni. La produzione è letteralmente esplosa, conosco impresari edili che hanno abbandonato la propria attività, acquistando terreni per produrre Prosecco. E le conseguenze sono evidenti per tutti, tranne per chi non vuole vederle: disboscamenti, smottamenti di colline, scomparsa della biodiversità, taglio di alberi monumentali, eliminazione di prati stabili, sversamento dei reflui delle cantine nei fiumi e inquinamento dovuto all’abbondante uso di pesticidi, lo stesso denunciato da monsignor Pizziolo. La vendita e l’impiego di questi prodotti continua ad aumentare: siamo al primo posto in Italia, 12 kg per ettaro contro una media nazionale di 5, solo nella Marca oltre quattromila tonnellate l’anno, diciottomila in Veneto. Il vescovo di Vittorio Veneto, così come i tanti parroci del Trevigiano che si sono schierati a difesa dell’ambiente, hanno ragione da vendere, ma sono parole che non vanno giù a chi si è arricchito con un sistema perverso e teme di vedere messi in discussione i propri privilegi”, sottolinea Zanoni.

 

“Perciò - attacca - mi preoccupa e imbarazza maggiormente il silenzio di troppi veneti nonostante le conseguenze su ambiente e salute minacciate da una coltivazione ad altissimo utilizzo di chimica di sintesi dannosa alla salute. Zaia, che è il vero responsabile di questo degrado delle nostre campagne,  conta sul loro silenzio e indifferenza per continuare per la sua pericolosa strada di sfruttamento e consumo di un territorio. Certo fa scalpore l’assenza di reazioni di una parte politica: dove sono i miei colleghi sempre pronti alle barricate in Consiglio regionale per il crocifisso nei luoghi pubblici e i presepi nella scuola? Perché nessuno si è espresso sugli insulti e le minacce al vescovo?”.