Comunicato del 25 febbraio 2015

 

Discarica Tiretta  di Paese:  processo per disastro ambientale per il bromacile  che ha avvelenato le falde acquifere e fatto chiudere i pozzi del comune di Quinto.

 

Ieri 24 febbraio 2015 il Giudice Silvio Maras del Tribunale di Treviso ha rinviato a giudizio Italo Felice Costenaro, già responsabile della discarica Tiretta di Padernello di Paese, con l’accusa di disastro ambientale fissando il processo per  mercoledì 30 settembre prossimo.

La Tiretta, a causa della rottura dei teli di contenimento, aveva disperso il percolato contenente la sostanza cancerogena “3sec-butil-metiluracile” detta “Bromacile” direttamente nella falda acquifera, causando un inquinamento arrivato sino a Quinto di Treviso che nel 2000 comportò la chiusura dei pozzi d’acqua di circa 300 famiglie rimaste all’asciutto.

Andrea Zanoni, già eurodeputato del Partito Democratico e presidente di Paeseambiente da anni ha denunciato il caso delle discariche di Padernello, Tiretta ed Ex SEV di via Veccelli, alla Procura della Repubblica, Corte dei Conti ed alla Commissione Europea.

Ecco il suo commento alla notizia del processo: “Finalmente, dopo anni di disastri ambientali che hanno ridotto le nostre  falde acquifere ad un mare chimico contaminato da ogni tipo di schifezza, qualcuno va sotto processo. Ho appreso con soddisfazione la notizia avendo nel tempo denunciato ripetutamente, prima come presidente di Paeseambiente e poi come deputato all’Europarlamento, i fatti relativi ai disastri ambientali, sanitari ed economici causati  dalle discariche incriminate.   In Italia servono pene più severe con l’allungamento dei tempi di prescrizione che oggi troppo spesso consentono a troppi delinquenti di farla franca. Se Paese e Quinto fossero stati comuni della Germania sarebbero da tempo scattate decine di manette, forse anche a carico di chi non ha effettuato i doverosi controlli  e si sarebbe tutelata la falda acquifera. In Italia invece assistiamo a episodi dove pochi furbi fanno soldi a palate e poi scappano col bottino lasciando i costi dei danni ambientali e sanitari sulle spalle dei cittadini. Invito Regione, Provincia, comuni interessati e le associazioni di tutela ambientale, nonché i cittadini danneggiati, a costituirsi parte civile nel processo di settembre.  Ricordo che i cittadini tramite gli enti pubblici hanno già sborsato 250.000 euro per l’acquedotto a Quinto e 7.000.000 di euro per la messa in sicurezza della Tiretta e che oggi per la ex Sev servirebbero una decina di milioni di euro per bonificare 20.000 tonnellate di rifiuti pericolosi, speciali e con amianto che nessuno ha mai messo in sicurezza. Infine spero che la magistratura incastri anche i colpevoli di un altro disastro ambientale che vede le falde acquifere di cinque comuni contaminate da un altro cancerogeno: il mercurio.”

Ufficio Stampa Andrea Zanoni – Email: info@andreazanoni.it