Spesso mi chiedono perché mi sta tanto a cuore il benessere degli animali. Principalmente per due ragioni: prima di tutto perché ritengo sia importante vivere in pace e armonia con le altre forme di vita (tra l'altro stupende nella loro unicità), e secondo perché ritengo che proprio dal benessere garantito ai nostri amici animali si possa misurare il livello di civismo di una società, tanto per parafrasare il grande Ghandi. Purtroppo in Italia non sempre brilliamo di civismo, come testimoniano, tra le altre cose, le condizioni in cui versano i luoghi che “in teoria” dovrebbero custodire al meglio gli animali: i giardini zoologici (che personalmente non approvo nemmeno come concetto). Il caso vergognoso dello zoo di Napoli (chiuso come ordinato dal Tribunale della città il 21 marzo scorso) rappresenta solo l'ultimo caso di una situazione che come italiani non ci fa davvero onore.

Le condizioni vergognose documentate dai volontari della Lega Antivivisezione LAV e dalle telecamere di Striscia la Notizia avevano ormai raggiunto condizioni insostenibili. La LAV parla di animali sofferenti tra cui “un elefante con evidenti spasmi, cammelli con le gobbe sgonfie sintomo di esaurimento delle riserve di grasso e presumibilmente di un'alimentazione non adeguata, tigri e orsi che a causa dello stress della prigionia compiono continuamente movimenti stereotipati, degrado, animali vaganti e alcuni troppo magri, assenza di personale, assenza di arricchimenti ambientali”. Meglio fermarsi qua.

Quello che fa più male è che non si tratta di un caso isolato. Ho già avuto occasione di segnalare alla Commissione europea che, secondo quanto ha denunciato un'inchiesta dell'associazione animalista internazionale Born Free, nove zoo su dieci non hanno la licenza e migliaia di animali sono detenuti in condizioni non adatti alle loro caratteristiche. Visti i dati raccapriccianti emersi dalla fotografia dell'associazione, e non solo in Italia, ho chiesto al Consiglio, istituzione che rappresenta i Paesi Ue, il numero esatto dei giardini zoologici e la percentuale di quelli non a norma. Si perché in Europa esiste una direttiva, la nr 22 de 1999, sulla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici che purtroppo deve ancora essere recepita da alcuni Paesi o, come nel caso italiano, è stata recepita ma non applicata.

Il Commissario Ue all'Ambiente Janez Potočnik  ha spiegato che per conseguire questo obiettivo gli Stati membri devono adottare misure in materia di licenze e ispezioni dei giardini zoologici, in modo da garantire che questi rispettino le opportune misure in materia di conservazione e protezione anche per quanto concerne la sistemazione degli animali.

Ebbene mi auguro che l'Italia inizi a voltare pagina proprio dal suo ombelico, da Napoli, seppellendo la vergogna del suo zoo nel passato e garantendo immediatamente la rigorosa attuazione del piano di dismissione e protezione degli animali avanzato da tempo dalle associazioni animaliste nazionali esperte in materia.

Mi auguro che non saremo più costretti ad assistere a simili vergogne e che venga presto il giorno in cui saremo tutti fieri del livello di civismo del nostro Paese, anche grazie al benessere assicurato ai nostri animali.

Andrea Zanoni