La settimana scorsa la commissione Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare (ENVI) ha approvato la mia relazione sulla nuova direttiva Ue sulla Valutazione d'Impatto Ambientale VIA di determinati progetti pubblici e privati come autostrade, discariche, cave, ponti, cementifici, inceneritori, ecc. Grazie al lavoro che ho svolto negli ultimi 9 mesi, come relatore per il Parlamento europeo della nuova direttiva, sono riuscito a introdurre importanti novità nel testo di legge come un maggior coinvolgimento dei cittadini, procedura di VIA obbligatoria per il gas di scisto (shale gas), lotta al conflitto d'interessi, monitoraggio degli effetti negativi sull'ambiente dopo la realizzazione del progetto (ex post), sanzioni per chi trasgredisce alle norme, niente trucchetti per aggirare la direttiva, ad esempio tramite il “salami slicing” ovvero lo spezzettamento di un progetto e maggiore protezione della biodiversità. (VIDEO)

Si tratta cambiare alla radice la direttiva 2011/92/UE sulla Valutazione d'Impatto Ambientale VIA, ovvero la legge europea che fissa i criteri ambientali che devono rispettare tutte le grandi opere e determinati progetti pubblici e privati di tutto il continente. Il non rispetto della VIA in Italia è spesso origine di disastri ambientali, contenziosi legali e sperpero di denaro pubblico. Troppo spesso inutili e dannosi progetti, come inceneritori e grandi opere stradali (e tanto altro), vengono imposti ai cittadini per permettere a certe lobby di fare i quattrini ai danni dell'ambiente e della nostra salute.

Con il testo che è stato approvato dalla Commissione Ambiente del Parlamento europeo questo non sarà più possibile. Prima di tutto i cittadini devono avere più voce in capitolo su  progetti che incideranno direttamente sulla loro vita. Basta a colate di cemento imposte dall'alto. Il popolo è sovrano. I casi come quella della Valdastico Nord, dove in seguito ad importanti variazioni di progetto non venivano coinvolte le autorità e i cittadini interessati dalle varianti, devono appartenere al passato.

Guerra aperta al conflitto d'interessi. Ho scritto un apposito emendamento che renderà impossibile il ripetersi di situazioni paradossali come quella accaduta in Veneto che vedeva l'accumulo nella stessa persona delle cariche di Amministratore delegato di Veneto Strade SpA, Presidente delle Commissioni regionali VIA (Valutazione Impatto Ambientale) e VAS (Valutazione Ambientale Strategica), nonché anche Segretario regionale Infrastrutture e mobilità della Regione del Veneto, Commissario straordinario per la Pedemontana Veneta e Commissario straordinario per il Passante di Mestre. E' scandaloso che la stessa persona possa presentare progetti con la mano destra e approvarli con quella sinistra. Visto che, nonostante i miei solleciti, le autorità regionali non hanno mai risolto questo palese conflitto d'interessi, ho deciso di intervenire alla base, ovvero inserendo una specifica norma nero su bianco all'interno della direttiva europea di riferimento.
 
Multe a chi sgarra. Ho insistito affinché la nuova direttiva contenga esplicite sanzioni in caso un progetto violi le disposizioni a tutela dell'ambiente.

Attenzione poi all'effetto cumulativo di diversi progetti: se in una stessa area si vuole costruire un nuovo cementificio, bisogna considerare il suo apporto di inquinamento in relazione alle strutture inquinanti che già esistono nella stessa zona perché quello che noi respiriamo è il frutto di tutte queste attività messe insieme.

Basta anche ai trucchetti come il “salami slicing” ovvero la tecnica si dividere furbescamente lo stesso progetto in più tronconi per aggirare i vincoli di VIA che sarebbero scattati se il progetto fosse stato sottoposto alla procedura tutto insieme. E' successo ad esempio per quanto riguarda il nuovo svincolo e casello della A27 a Santa Lucia di Piave (TV), due progetti che, benché riguardino un unitario sistema infrastrutturale, sono stati concepiti come distinti grazie al gioco delle diverse competenze cosa che ha esonerato il progetto dalla procedura di VIA.

Infine, ma non certo per importanza, attenzione al gas di scisto (shale gas). Si tratta della nuova frontiera dell'energia mondiale, un settore dove le ingorde lobby dell'energia si sono già tuffate a piene mani e che sta causando innumerevoli danni ambientali negli Stati Uniti. Con il mio testo ho chiesto e ottenuto che non solo l'estrazione ma anche l'esplorazione di questo gas sia sottoposto a procedura di VIA, perché a pagare il prezzo di questa fonte fossile di energia non può essere l'ambiente in cui viviamo.

Adesso il mio testo sarà votato tra settembre e ottobre dall'intero Parlamento europeo in sessione plenaria. Se, come mi auguro, le novità che ho introdotto saranno confermate da tutti gli eurodeputati, non sarà più possibile per la lobby del cemento, dei cavatori e degli affaristi continuare a martoriare il nostro territorio e a mettere a repentaglio la nostra salute. Ambiente e salute vengono prima di tutto.

Andrea Zanoni