Oggi, con gli amici di “Salviamo il Paesaggio” e con numerosissimi residenti, ho partecipato all’appuntamento, indetto dal Governatore del Veneto, a San Vito di Altivole per l’avvio del tanto contestato cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta (conosciuta anche come SPV), in provincia di Treviso.

Proprio guardando al progetto di quest’opera e alle troppe anomalie registrate nella sua fase autorizzativa, feci inserire nella nuova Direttiva UE sulla “Valutazione di Impatto Ambientale”, (la cosiddetta VIA, di cui da eurodeputato sono stato ideatore e relatore) alcune disposizioni per evitare il ripetersi di nuovi casi simili.

Mi riferisco in particolare a due aspetti: il conflitto di interessi e la mancanza di trasparenza degli atti autorizzativi.

Per quanto riguarda il conflitto di interessi, con la SPV si è arrivati a dare il peggio dato che l’amministratore delegato di Veneto Strade, società che ha gestito l’opera, ricopriva non solo l’incarico di commissario straordinario di governo della stessa opera ma, come se non bastasse, addirittura il ruolo di presidente della commissione regionale VIA, ovvero l’autorità che di fatto ha giudicato e autorizzato diverse fasi di quest’opera.

Dunque nel Veneto di Galan, Zaia e Chisso si è pensato bene di far coincidere il controllato e il controllore. Un caso?

Per quanto riguarda la trasparenza, devo ricordare ai veneti che il piano economico e la convenzione economica di quest’opera (documento allegato alla delibera autorizzativa della Giunta regionale), sono stati censurati al pubblico e nascosti per anni, non solo ai comuni cittadini ma addirittura a sindaci, proprietari dei terreni, associazioni, deputati, consiglieri regionali. Un caso?

Dopo ben cinque anni di censura sono riuscito ad ottenere tale documentazione rendendola pubblica però solo dopo aver pagato  ad un notaio ben 700 euro di diritti – e ciò nonostante tale documentazione avesse dovuto essere di pubblico dominio. E’ trasparenza questa?

Grazie proprio alla gestione “all’italiana” di questi due cruciali aspetti - ricordo all’epoca un collega che mi disse che nemmeno in Romania sono mai accaduti casi simili - sono riuscito a convincere i colleghi eurodeputati, i membri del Consiglio dell’Unione Europea e la Commissione Europea, ad approvare due importanti norme utili a bloccare i conflitti d’interesse e a rendere pubblico, in un sito internet dedicato, i documenti di ogni opera sottoposta a procedura VIA.

In merito, poi, al Governatore Zaia presente a San Vito di Altivole questa mattina - in questo periodo riesce ad essere in tre posti contemporaneamente per tagliare nastri tricolori di ogni ordine e grado - sono certo che i veneti preferirebbero vederlo impegnato in Regione, magari a controllare l’operato dei suoi assessori e i funzionari corrotti che per anni sotto il suo naso hanno rubato soldi pubblici.

Andrea Zanoni