Le regioni da sempre sono l’ente dedicato a ottenere e distribuire la grandissima parte dei fondi europei. Troppo spesso questi enti si dimostrano non all’altezza del loro compito e accade, come nel caso del Veneto, che solo parte di questi fondi vengano utilizzati.

Nel 2013 in Veneto sono stati utilizzati meno del 75% dei fondi UE mentre nel passato si è arrivati a record negativi anche del 50%.

Quest’anno è partito anche il nuovo Fondo Europeo Horizon 2020 che metterà a disposizione nei prossimi sette anni ben 84 miliardi di euro. E’ un programma europeo che finanzia tra il 2014 e il 2020 ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico.

Horizon 2020 è suddiviso in 3 programmi. Il PRIMO riguarda l’eccellenza scientifica ed è dedicato a università e centri di ricerca per rafforzare ricerca e innovazione, il SECONDO riguarda la leadership industriale per le imprese, il TERZO riguarda i cambiamenti sociali ed è dedicato agli enti pubblici, enti privati, associazioni ONG per l’applicazione delle ricerche scientifiche alla realtà quotidiana con riferimento a salute, ambiente e sicurezza (nel contesto, ad esempio, degli obiettivi UE su lotta ai cambiamenti climatici, utilizzo efficiente e risparmio delle risorse, tutela della biodiversità).

Si tratta di importanti opportunità per l’economia locale come ad esempio per chi opera nei settori dell’agricoltura sostenibile e biologica, della sicurezza alimentare, del manifatturiero per materiali tecnologicamente avanzati, dell’efficienza energetica degli edifici, delle energie pulite.

Purtroppo con l’attuale situazione dove nella Regione Veneto non esiste una strategia di sviluppo e un'adeguata programmazione destinata a creare e rilanciare distretti produttivi in linea con gli obiettivi europei, si rischia ancora una volta di perdere decine di milioni di euro che l’Europa, come accade ogni anno, ridistribuirà alle altre regioni dei vari stati membri molto più preparate, capaci ed efficaci nell’intascare gli abbondanti ed utilissimi fondi europei.

I fondi UE persi non si recuperano più, tornano indietro e vengono utilizzati da altri, la loro perdita si traduce in meno opportunità di impresa e meno posti di lavoro per i nostri neo disoccupati o giovani disoccupati.

Per una maggiore incisività e capacità della nostra regione in tema di fondi europei serve riunire tutte le professionalità oggi sparpagliate nelle diverse funzioni dell’apparato amministrativo regionale e riunirle sotto un’unica regia.

Solo così con un regista ed interlocutore unico regionale, realizzabile magari tramite un apposito assessorato, potremo raggiungere l’obiettivo del 100% dei fondi UE utilizzati per migliorare la nostra qualità della vita dando maggiori opportunità ai nostri imprenditori e occasioni di lavoro soprattutto per i tanti bravi giovani oggi costretti a migrare all’estero.

Andrea Zanoni