C'è un Re in Europa che spara agli elefanti. C'è un Re in Europa che invece che pensare al suo popolo, martoriato dalla crisi economica, spende 30mila euro per partecipare ad un safari in Africa. C'è un Re in Europa che ammazza animali in via d'estinzione pur essendo presidente onorario del WWF. C'è un Re in Europa che viene a sparare anche in Veneto pur non avendo il tesserino venatorio regionale di caccia. Questo Re è Juan Carlos di Spagna.

 

E' impossibile commentare civilmente la foto del sovrano spagnolo fucile alla mano ed elefante morto alle spalle che in questi giorni sta girando su Internet. Appena l'ho vista non volevo crederci. Non volevo credere che un uomo simbolo di un popolo fosse capace di un simile reato, uccidere un elefante per il semplice gusto di uccidere. Basterebbe solo questo per chiedere al sovrano di abdicare una volta per tutte ed andarsene in un'isoletta sperduta del Pacifico (magari senza fucile). Ma ci sono anche tutte le aggravanti del caso.

Una di queste è la situazione di crisi del suo popolo, dove un giovane su due non ha un lavoro, e la situazione economica di tutta la nazione è sull'orlo del precipizio. Di fronte a tutto ciò, Juan Carlos se ne va in Africa, paga 30mila euro e spara ad un elefante.

E meno male che è pure presidente onorario del WWF, l'associazione più conosciuta al mondo per impegno ed interventi in favore degli animali in via d'estinzione. Si perché al posto del panda, sul simbolo del WWF potrebbe esserci benissimo un elefante, visto il continuo declino del numero di esemplari in tutto il mondo. Soltanto nel 2011 si stima che ben 12mila elefanti siano stati uccisi in Africa, molti dei quali in questi costosi safari che i nababbi d'Occidente si permettono di fare sulle loro jeep rombanti, fucile alla mano, guida di colore, ed “R moscia” in bocca. Per questo mi auguro che la presidenza e la tessera stessa del WWF vengano strappate con disonore dalle mani indegne di Re Juan Carlos, perché il WWF, cara Sua Maestà, è una cosa seria!

Ma il sovrano spagnolo è conosciuto anche in Italia, dove è spesso ospite in riserve di caccia privatissime nella laguna di Venezia a sparare a ogni tipo di anatra migratrice in arrivo dal Nord Europa dopo un lungo viaggio per svernare in Italia. Insieme alla LAC del Veneto, di cui sono presidente, abbiamo denunciato la sua partecipazione nel settembre 2009 ad una battuta di caccia nell’Azienda Faunistico Venatoria di Valle Dragojesolo, nel comune di Jesolo in provincia di Venezia, azienda di proprietà dell’industriale trevigiano Giuseppe Stefanel. A quanto pare Sua Maestà era sprovvisto di tesserino venatorio regionale di caccia, documento indispensabile per esercitare l'attività in Italia. Ma si sa, c'è chi a questo mondo si può permettere di tutto. E questo alla faccia del fatto che l'area in questione sia una Zona di protezione speciale (ZPS) e Sito di importanza comunitaria (SIC) tutelato dalle direttive Ue Habitat e Uccelli. D'altronde queste leggi valgono solo per i comuni mortali.

Ieri a quanto pare Juan Carlos si è scusato pubblicamente per il suo gesto. Lascio a voi tutti eventuali considerazioni sulla sincerità di queste scuse. Tuttavia colgo l'occasione per invitare Sua Maestà a scusarsi anche per le marzaiole, codoni, fischioni, alzavole, morette e marzaiole alle quali ha sparato in Veneto nelle sue vacanze italiane. Anche questi animali, Sua Maestà, erano innocenti, anche questi animali non meritavano di morire.

Andrea Zanoni