È necessario bloccare la stagione venatoria che sta per cominciare per preservare la fauna selvatica, messa a dura prova da questa calamità naturale. Gli esperti dell'Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (ISPRA) hanno confermato questa esigenza con un parere scritto (VEDI SOTTO). Ho scritto sia alla Regione Veneto, terra franca dei cacciatori in deroga, che al Premier Mario Monti e al Ministro all'Ambiente Corrado Clini. Ad oggi nessuna risposta dalla Giunta Zaia.

 

Nel parere dell’ISPRA, istituto riconosciuto dallo Stato e previsto dalla legge 157, si legge che “il perdurare di condizioni climatiche estreme fa sì che lo stato fisico degli individui appartenenti alle specie selvatiche dei mammiferi e degli uccelli sia peggiore rispetto alle annate normali in quanto sottoposti ad un enorme stress fisico”. “La situazione che si è creata rischia di avere, nel breve e nel medio periodo, effetti negativi sulla dinamica di popolazione di molte specie”. “Il maggior dispendio energetico per raggiungere le fonti idriche ridotte e fortemente disperse riduce il successo riproduttivo e aumenta la mortalità di giovani e adulti, in quanto maggiormente esposti al rischio di contrarre malattie e di essere predati”.

 

Se a ciò si aggiungono i ricorrenti incendi verificatisi ultimamente, proprio a causa della siccità, si comprende come gli animali selvatici siano già stati vittima di uno sterminio che non può protrarsi ancora. La diversità biologica del territorio va tutelata e non devono essere fatti gli interessi della solita minoranza di cacciatori, come sta facendo la Regione Veneto che invece di agire ha interpellato sulla siccità le province notoriamente sensibili solo alle istanze delle doppiette. Il 17 agosto, in qualità di Eurodeputato e vice Presidente dell’intergruppo per il Benessere degli animali al Parlamento Europeo, ho scritto al presidente della Giunta Luca Zaia, all’assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato e all’assessore alla Protezione civile e alla caccia Daniele Stival, affinché la Regione rimandasse la stagione dell’addestramento dei cani da caccia, iniziata invece domenica scorsa. Avevo chiesto, inoltre, di evitare la preapertura della stagione venatoria, fissata per il primo settembre e di posticipare l’apertura generale della caccia prevista il 16 settembre. Ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta.

 

Inutile dire che non si tratta di una battaglia politica. L'evidenza dei fatti, messa nero su bianco da un istituto nazionale e indipendente come l'ISPRA – che qualcuno aveva cercato di imbavagliare nei mesi scorsi – certifica la gravità della situazione: la straordinaria siccità di quest'anno richiede una sospensione del calendario venatorio, piaccia o meno ai tanti appassionati della caccia.

 

In qualità di Eurodeputato, sottolineo il fatto che a prevedere una simile misura è l'Ue stessa. La Direttiva Uccelli, la 147/2009/CE, consente la caccia “solo se non compromette la consistenza faunistica delle specie selvatiche” e la Regione, secondo la legge Regionale sulla caccia 50/1993, può vietare o ridurre per periodi prestabiliti la caccia per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali e climatiche. Per questo ho ricordato a Clini e a Monti che, se non vogliamo incorrere nelle sanzioni europee, si devono prendere immediati provvedimenti come il blocco totale della caccia.

 

A nulla serviranno le danze della pioggia dei cacciatori. Le ultime precipitazioni e quelle che verranno non sposteranno di un millimetro la questione perché è evidente che il problema della mancanza di cibo come semi, bacche e frutta, la mancata riproduzione di molte specie e la loro elevata mortalità e distruzione, nonché la sparizione di molti habitat perdureranno per tutto l'inverno.

 

Ancora una volta: la stagione venatoria 2012-2013 va sospesa per motivi scientifici. Come eurodeputato farò di tutti per attirare la vigilanza dell'Europa su regioni recalcitranti come il Veneto.

 

Andrea Zanoni

Risposta Ispra limitazione caccia per siccità