Domani il Parlamento europeo vota la nuova direttiva sulla Valutazione d'Impatto Ambientale VIA che fissa gli standard ambientali di tutte le grandi opere e infrastrutture. La nuova VIA prevede maggior coinvolgimento dei cittadini, VIA obbligatoria per il gas di scisto, lotta al conflitto d'interessi, monitoraggio ex post, sanzioni e protezione della biodiversità. Il voto di oggi deciderà il futuro ambientale dell'Europa per i prossimi vent'anni. Ieri 8 ottobre si è tenuto il dibattito in Aula.

Avanti tutta per una nuova direttiva sulla Valutazione d'Impatto Ambientale VIA più rispettosa dell'ambiente, del diritto di partecipazione dei cittadini e meno soggetta agli interessi dei grandi costruttori e degli interessi forti. La votazione è prevista per oggi mercoledì 9 ottobre. Si tratta di un test di cruciale importanza per il futuro della politica ambientale dell’Unione, il cui impatto si rifletterà per diversi anni sulla vita di milioni di cittadini europei.

 

Al voto la relazione sulla “proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati”. Circa 200 tipologie di progetti rientrano nel suo campo d'applicazione, dalla costruzione di ponti, porti, autostrade, discariche di rifiuti, fino agli allevamenti intensivi di pollame o suini. Nei suoi 28 anni di applicazione, la normativa ha ricevuto solo 3 modifiche marginali.

 

Questa settimana abbiamo l'importantissima possibilità di alzare la soglia della tutela ambientale in Europa nel contesto della realizzazione delle grandi infrastrutture che troppo spesso vengono realizzate più con un occhio al portafogli dei committenti che agli interessi dei cittadini e del territorio. Dopo quasi 30 anni di applicazione, è dunque  arrivato il momento di rivedere questo testo non solo alla luce delle criticità riscontrate, ma per  allinearlo alle nuove priorità politiche che l’Unione nel frattempo si è data come la strategia per la protezione del suolo, la tabella di marcia per un uso efficiente ed efficace delle risorse, la strategia 2020, la tutela della biodiversità.  

 

In coerenza  con il principio di precauzione e con quanto chiesto dal Parlamento nella risoluzione Sonik del 21/11/12, ho proposto di sottoporre a valutazione d’impatto ambientale l’esplorazione e l’estrazione dei gas “non convenzionali” cioè  del gas di scisto e del gas naturale da giacimenti di carbone. Ritengo che la nostra acqua sia un bene troppo prezioso per metterla a rischio con l’utilizzo di tecniche di perforazione altamente impattanti come la fratturazione idraulica e di conseguenza sia fondamentale che, nell’Unione europea, lo sfruttamento dello shale gas sia sottoposto ai più rigorosi standard ambientali.

 

E' mio fermo obiettivo non soltanto che sia approvato il testo con gli standard ambientali più alti ma anche ottenere domani dall'Aula pieno mandato per avviare i negoziati con Consiglio e Commissione europea affinché questo testo all'avanguardia per la tutela ambientale in Europa entri in vigore entro il 2016 e si evitino le lungaggini di una seconda lettura che porterebbe la sua adozione troppo in là nel tempo. Ieri, nel corso del dibattito preventivo al voto di oggi, ho risposto alle critiche di chi antepone una maggior tutela ambientale alla difesa dei posti di lavoro attuali, sostenendo che “la perdita di posti di lavoro avviene quando non si rispettano le regole, comprese quelle ambientali all'origine di emergenze e crisi sanitarie come quella dell'Ilva di Taranto, vero fattore scatenante della perdita di posti di lavoro”. (VIDEO)

 

PUNTI CHIAVE della NUOVA DIRETTIVA VIA

 

Questi i punti chiave della nuova Direttiva Ue sulla VIA su cui Zanoni ha puntato:

 

1 - Coinvolgimento del pubblico

 

Rafforzare il ruolo del pubblico interessato in tutte le fasi della procedura in ottemperanza alla Convenzione di Århus. Una buona governance necessita di momenti di dialogo tra i soggetti interessati e di una procedura chiara e trasparente, rafforzando il sostegno alle decisioni adottate e riducendo il numero e i costi dei contenziosi legali che si riscontrano quando manca un'effettiva condivisione del progetto.

 

2 - Conflitto di interessi

 

L'assoluta indipendenza dell'autorità competente dal committente deve essere assicurata. In alcuni casi, nonostante la separazione formale tra autorità competente e committente, in particolare quando quest'ultimo è un soggetto pubblico, si verifica spesso un'impropria commistione tra i due attori, tale da inficiare l'obiettività del giudizio.

 

3 - Azione correttiva

 

Integrazione del monitoraggio ex-post dei progetti che presentano effetti negativi significativi sull'ambiente con un'adeguata azione correttiva nel caso in cui il monitoraggio mostri che le misure di attenuazione e compensazione previste per un progetto autorizzato non sono efficaci.

 

4 – Sanzioni

 

Previsione di sanzioni proporzionate e dissuasive in caso di violazione alle norme nazionali che derivano da questa direttiva, compresi casi di conflitto d'interesse e corruzione.

 

5 - Gas di scisto

 

Includere nell'allegato I della direttiva (obbligatorietà di Valutazione d'Impatto Ambientale VIA) i cosiddetti "idrocarburi non convenzionali" ovvero  gas di scisto e del gas naturale da giacimenti di carbone.

 

CRONOSTORIA della NUOVA DIRETTIVA VIA

 

Il 26 ottobre 2012 la Commissione europea ha presentato la sua proposta di modifica della Direttiva 2011/92/UE sulla VIA che ha introdotto nuovi fattori ambientali sui quali misurare l'impatto dei progetti come la biodiversità, l'uso efficiente delle risorse naturali e i rischi di catastrofi naturali e di origine umana tra i fattori sui quali si devono valutare gli impatti di un progetto. E' stato poi per la prima volta avanzato il concetto di prendere in considerazione le alternative ragionevoli al progetto così come prendere in maggior attenzione all'effetto cumulativo dell'impatto ambientale di più progetti nella stessa zona e contro il cosiddetto “salami slicing” ovvero la valutazione ambientale di parte separate di un singolo progetto.

 

Il 17 dicembre 2012 Andrea Zanoni è stato nominato relatore della relazione sulla nuova VIA per il Parlamento europeo (commissione parlamentare competente è la ENVI Ambiente, e per parere la TRAN Trasporti e PETI Petizioni).

 

L'11 luglio 2013 la commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare ha approvato (48 voti a favore e 15 contrari) la relazione “sulla proposta di direttiva del Paramento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati”.

 

La relazione sulla nuova direttiva VIA sarebbe dovuta essere votata nella sessione plenaria del Parlamento europeo di settembre 2013. Tuttavia l'ostruzionismo dei gruppi più conservatori e la formale richiesta di rinvio della Sinistra unitaria europea GUE ne ha posticipato la votazione ad ottobre.

 

Nella sessione plenaria di ottobre Zanoni ha proposto un emendamento, approvato da tutto il gruppo politico ALDE, per cercare una maggioranza più ampia a sostegno dell'inclusione della procedura di VIA obbligatoria anche per la “esplorazione, limitatamente alla fase che prevede l'applicazione di fratturazione idraulica, ed estrazione” del gas non convenzionali (scisto e gas provenienti da giacimenti di carbone).

 

Mercoledì 9 ottobre 2013 il Parlamento europeo voterà la relazione di Zanoni e deciderà se dargli o meno mandato di iniziare i negoziati con Consiglio e Commissione europea a nome del Parlamento europeo. Se così fosse, la nuova direttiva VIA andrebbe verso un accordo in prima lettura, viceversa l'intero procedimento legislativo inizierebbe una seconda lettura tornando dapprima alla Commissione europea e poi alle commissioni parlamentari competenti.  

 

 

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