Sarà una macelleria a cielo aperto. Una vera e propria mattanza legalizzata all’interno di una foresta demaniale, dove da sempre è vietata la caccia. Non ci sono altre parole per descrivere il piano di abbattimento dei cervi nel Cansiglio approvato da Veneto Agricoltura, le Province di Treviso e Belluno, le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, il Corpo Forestale e l'Istituto Zooprofilattico delle Venezie. Una strage legalizzata che vedrà versato il sangue di innocenti creature solo per compiacere il divertimento dei cacciatori della zona e gli interessi dei ristoratori della zona, accomunati dalla stessa bieca e spietata ingordigia.
Le doppiette non risparmieranno nemmeno le tante mamme cerve gravide che in questa stagione corrono felici con il proprio cucciolo nel grembo. Con un solo proiettile si faranno due vittime. Una scena che solo ad immaginarla fa male, e che purtroppo a breve si concretizzerà davanti ai nostri occhi. Paradosso dei paradossi, a macchiarsi le mani di sangue saranno proprio le Guardie venatorie e il Corpo Forestale dello Stato, ridotte a ciniche esecutrici di un omicidio di massa deciso dalle autorità locali compiacenti con cacciatori e ristoratori. Ancora una volta il profitto rischia di prevalere sulla vita di tanti poveri animali.

Ieri gli uccelli e i lupi, oggi i cervi. Con le scuse più ridicole, la caccia a tutti questi animali viene indetta sempre più spesso da amministrazioni locali che non vedono l'ora di fare un regalo agli amici cacciatori, ristoratori o impagliatori. D'altronde questi votano, gli animali no. Oggi  Veneto Agricoltura dice che i cervi in Cansiglio sono in soprannumero. Bene, che forniscano dati precisi sul numero dei cervi di modo che, qualora la sovrappopolazione fosse davvero verificata, si possa avere il tempo di provvedere al loro spostamento in altre zone e parchi protetti dove sono invece scarsamente presenti. In attesa di dati precisi, non si può che dubitare dell'affermazione di Veneto Agricoltura così generica e dettata chissà da quali interessi.

In Europa, invece, aree come il Cansiglio e la loro fauna sono protette da apposite normative come
la Direttiva UE Habitat 92/43/CEE, che definisce proprio il Cansiglio come un Sito di Importanza Comunitaria. Ed è proprio per questo che sto preparando un'interrogazione parlamentare alla Commissione europea per chiedere un intervento fermo in difesa dei cervi finiti del mirino dei cacciatori. Dispiace solamente che per difendere i cervi italiani, così come mi è successo negli ultimi mesi, siamo costretti a guardare a Bruxelles, ad appellarci alla legislazione europea come se in Italia fossimo incapaci di far rispettare le tutele più elementari. D'altronde i frequenti scandali sulla caccia in deroga in Veneto e Lombardia e i numerosi scempi ambientali che vengono commessi con il bene placido delle autorità italiane non testimoniano altro che questa incapacità, o, peggio ancora, la colpevole consapevolezza di chi è pronto a sacrificare ambiente e animali per altri interessi meno nobili.

Eccoci oggi allora a denunciare l'ennesima strage che si sta per compiere sotto ai nostri occhi in un'area protetta come il Cansiglio, una mattanza che sto cercando in tutti i modi di fermare. Ho recentemente scritto ai ministri Clini, Catania e al Capo del Corpo Forestale dello Stato per denunciare la strage della quale le autorità locali stanno per diventare complici consenzienti. Mi auguro che la loro risposta sia più veloce degli spari delle doppiette di chi non vede l'ora di abbattere i cervi del Cansiglio.

Andrea Zanoni